Come e dove richiedere una nuova tessera elettorale

La tessera elettorale è il documento necessario per poter votare. Senza di essa e di un documento di riconoscimento valido, infatti, non è possibile esercitare il proprio diritto di cittadini di esprimere la propria opinione durante un referendum o delle elezioni.

Eppure, nel corso della nostra quotidianità, può accadere molte volte di doverne richiedere una nuova tessera elettorale. O perché è stata smarrita o perché è piena. Ma anche nel caso in cui abbiamo traslocato in un’altra città. Ecco, quindi, una mini guida che ti spiegherà come e dove richiedere una nuova tessera elettorale.

Cosa fare se si perde la tessera elettorale

La tessera per votare non è di certo quel documento che tieni sempre pronto all’uso. Anzi. Diciamo che, considerando che la chiamata alle urne avviene di norma una o due volte l’anno, capita spesso di metterla in un cassetto e poi dimenticarsi completamente di quale sia stato il posto prescelto. Non ne parliamo poi se sei costretto a spostare o cambiare i mobili di casa.

Se hai perso la tua tessera elettorale, comunque, puoi comunque esercitare il tuo diritto di voto richiedendo un duplicato al tuo comune di residenza. Ti basterà recarti presso l’ufficio elettorale e fare la relativa richiesta all’addetto. Il rilascio avviene in modo automatico.

Cosa fare se la tessera elettorale viene rubata

Nel caso in cui la tessera elettorale ti sia stata rubata, dovrai denunciare il furto del documento presso le forze dell’ordine del tuo comune di residenza. Basta recarsi alla Polizia, dai Carabinieri o alla Polizia Municipale e procedere con il relativo iter. Al termine della tua deposizione, ti verrà rilasciato una denuncia di smarrimento, con cui dovrai recarti negli uffici comunali e richiedere un duplicato.

Cosa fare in caso di cambio di residenza?

All’interno della tessera elettorale è indicato il seggio presso cui votare. In caso di cambio di residenza, quindi, il documento dovrà essere aggiornato. In questo caso, non bisognerà fare nulla, poiché il rinnovo della tessera elettorale verrà fatto in automatico. La precedente rimarrà comunque valida e sarà compito del comune di residenza inviare al nuovo indirizzo del cittadino un tagliando da applicare al documento.

Nel caso di cambio di residenza all’interno dello stesso comune:

  • se la sezione elettorale non cambia, il cittadino riceverà un adesivo con il cambio di indirizzo di residenza da apporre sopra al precedente;
  • se la sezione elettorale cambia, il cittadino riceverà un tagliando con il cambio di seggio da applicare sopra al precedente.

Nel caso di cambio di residenza in un comune diverso, invece, si riceverai una nuova tessera elettorale a casa. Se la chiamata ai seggi avviene prima della ricezione di quella nuova, puoi recarti in prima persona presso l’apposito ufficio del comune e richiedere il rilascio di un nuovo documento.

Cosa fare in caso di tessera elettorale rovinata

Se la tessera elettorale si è rovinata al punto tale da rendere difficile o impossibile leggere i tuoi dati (nome, cognome, indirizzo e comune di residenza), potrai chiederne il rinnovo o la sostituzione presso l’ufficio elettorale del Comune di residenza.

Basterà recarsi di persona portando con sé i seguenti documenti:

  • la tessera rovinata;
  • un documento di riconoscimento valido

Cosa fare in caso di tessera elettorale piena

All’interno di ogni tessera elettorale sono presenti 18 spazi. Se i riquadri dedicati al timbro terminano, bisogna recarsi di persona all’ufficio elettorale del comune di residenza con la tessera elettorale piena e un documento di riconoscimento valido. A quel punto l’incaricato farà compilare l’apposito modulo e ritirerà il documento pieno di timbri.

La richiesta della nuova tessera elettorale tramite rinnovo della vecchia in questo caso avviene in via automatica e, di conseguenza, può avvenire anche il giorno prima delle votazioni.

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Riapertura scuole: cosa fare in caso di febbre?

Il 14 settembre riaprono le scuole in molte Regioni in Italia. Molti i genitori felici. Tantissimi quelli preoccupati per quello che accadrà nei prossimi mesi. Ma una delle cose che più preoccupano le mamme e i papà è cosa fare in caso di febbre?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Come è organizzata la scuola?

All’interno di ogni istituto, dai nidi alle scuole superiori, è presente un referente Covid. Si tratta di una figura che si occupa di gestire tutti i casi sospetti. Se il bambino dovesse presentare i sintomi, bisognerà farlo presente a questa persona. Sarà lei, poi, ad informare il dipartimento di prevenzione.

Il referente in questione, inoltre, dovrà monitorare la situazione relativa alle assenze. Se, ad esempio, in una classe sono molti i bambini a non presentarsi a scuola, questo rappresenterà un campanello di allarme.

Cosa succede se un bambino ha la febbre a scuola

Nel caso in cui il minore dovesse avere la febbre durante le ore in classe, verrà allontanato dagli altri coetanei e portato in un’aula apposita. Lo stesso succede nel caso in cui iniziano a presentarsi i sintomi riconducibili al Covid. Durante l’isolamento, verrà assistito da un adulto che si proteggerà con la mascherina chirurgica.

Il referente si occuperà poi di contattare i genitori che hanno il compito di andare a prendere il bambino e di portarlo a casa nel più breve tempo possibile. Una volta raggiunta la propria abitazione, poi, bisognerà chiamare il pediatra o il medico. Sarà compito del dottore valutare le condizione mediche del piccolo e capire se sottoporlo ad un tampone.

Quando il bambino avrà lasciato la scuola, sarà compito del personale scolastico, procedere con la pulizia e la sanificazione della stanza di isolamento e degli oggetti che sono venuti in contatto con il piccolo.

Cosa succede ai compagni di classe

I compagni di classe del bambino, nel frattempo, potranno proseguire normalmente l’attività scolastica, salvo una diversa prescrizione da parte dell’Unità Sanitaria.

Cosa fare in caso di tampone positivo

Nel caso in cui il pediatra abbia deciso di avviare il triage Covid e il tampone sia risultato positivo, l’Unità Sanitaria si occuperà di avvisare il referente della scuola, che dovrà segnalare i nominativi dei compagni di classe del bambino in questione. Ma anche tutto il personale scolastico che è stato in contatto con il minore nelle precedenti 48 ore e, quindi, gli educatori, gli insegnanti e gli ausiliari. Tutti loro verranno posti in quarantena per 14 giorni. Nel frattempo, si procede alla santificazione straordinaria di tutte le zone della scuola interessate al possibile focolaio.

Cosa fare in caso di tampone negativo

Nel caso in cui l’esito del tampone dovesse risultare negativo, è compito dei genitori tenere il bambino in casa fino alla sua completa guarigione clinica. E’ a discrezione del pediatra, sulla base dei sintomi e del decorso della malattia del piccolo, decidere se sottoporlo nuovamente ad un tampone dopo 2 o 3 giorni.

Come rientrare a scuola dopo la malattia

Il bambino può riprendere la normale attività scolastica solo in seguito ad una conferma negativa da parte del tampone e dietro ad un certificato medico scritto e firmato dal pediatra. In ogni caso, il minore può rientrare solo dopo il 4 giorno di assenza di sintomi.

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