Depilazione brasiliana fai da te: ecco come

La depilazione brasiliana è una variante della ceretta tradizionale. Questa valida alternativa è la soluzione ideale che hai intenzione di trasformare le gambe e la zona bikini in aree del corpo completamente glabre.

Rispetto alla semplice ceretta, questo sistema di depilazione viene fatto seguendo un approccio molto più invasivo ma che permette l’eliminazione dei peli più a lungo nel tempo. E, generalmente, viene preferito da coloro che voglio un risultato di tipo integrale. Se, quindi, nelle tue intenzioni c’è quella di fare qualcosa di efficace e che duri per diverse settimane, questa potrebbe essere una buona alternativa.

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Perché sceglierla

La ceretta brasiliana consiste nello stendere questo impasto caldo nella zona interessata del corpo e attendere finché non indurisce. A questo punto, bisogna solo mantenere in posa per un paio di minuti e togliere con un unico movimento. In alcuni casi lo stesso procedimento viene svolto con l’aiuto delle strisce da ceretta.

Ebbene, dal momento che questo impasto si “secca” sopra la pelle, riesce ad inglobare tutti i peli fin dal primo momento. In questo modo, ad esempio, eviterai di dover dare continue ripassate con ceretta e strisce per ultimare il lavoro. E se hai la pelle delicata, sai quanto possa fare male irritare ancora di più la parte arrossata con continui strap.

Altro punto da non trascurare è che, visto che la pasta blocca per bene i peli, quando andrai a toglierla questi verranno via più facilmente insieme al loro bulbo pilifero. Con la ceretta tradizionale, infatti, il rischio è di spezzare a metà il pelo con il risultato di ritrovarsi dopo qualche giorno con la ricrescita dura quanto tronchi di pino. La depilazione brasiliana, invece, ti permette di preoccuparti nuovamente del problema peli anche dopo diverse settimane. Il che non è male come tempistica, soprattutto se di tempo ne hai sempre molto poco a disposizione.

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Prezzo

Tra i punti di forza della depilazione brasiliana sicuramente non c’è il prezzo. Soprattutto se vai a farla da un professionista. L’importo può variare in base al centro estetico e alla regione di riferimento. Tuttavia, le cifre vanno dai 35 euro in su. Decisamente più alto rispetto alla ceretta tradizionale.

E’ pur vero, però, che bisogna valutare bene la spesa. Io, personalmente, mi trovo meglio con questo metodo rispetto al classico. Soprattutto per una questione di ricrescita. Una volta uscita dall’estetista, infatti, mi dimentico completamente il problema per almeno 4/5 settimane. E i peli che provano a fare capolino sono comunque molto morbidi e crescono in modo diradato. Con il sistema classico, invece, sono sempre stata costretta ad armarmi di cera e strisce una volta ogni dieci giorni.

Il mio consiglio è quello di provare questo procedimento per la rimozione dei peli superflui almeno una volta. E di valutare la situazione nelle settimane successive. Se vedi che è una spesa troppo ingente per le tue finanze, puoi sempre tornare al metodo tradizionale. O provare a farla in casa.

Come si prepara

Se per te la spesa della depilazione brasiliana dall’estetista è troppo impegnativa per le tue finanze o, semplicemente, non hai tempo di andare, puoi sempre provare la soluzione fai da te a casa. Prima di iniziare ad armeggiare con gli ingredienti per la preparazione dell’impasto, ti consiglio di iniziare a preparare la pelle.

La cosa migliore sarebbe quella di lavare la zona del corpo interessata con sapone neutro e acqua calda. Dopo un buon risciacquo, asciuga per bene senza aggiungere né creme, né oli per il corpo, né tanto meno lozioni di vario genere.

La ricetta fai da te

Passiamo ora alla parte pratica. Quella che andremo a vedere di seguito è la ricetta per la ceretta brasiliana fai da te, semplicissima da preparare e con degli ingredienti che avrai già sicuramente a casa:

  • zucchero, un cucchiaio;
  • acqua, un cucchiaio;
  • miele, due cucchiaini;
  • succo di limone, qualche goccia

Prendi un pentolino e versaci all’interno tutti gli ingredienti. A questo punto mescola per bene finché non siano diventati ben omogenei e attendi che si sciolgano del tutto. Quando vedi che l’impasto appena creato avrà ottenuto un aspetto ambrato e un colore traslucido, spegni il fuoco e metti da parte a freddare.

Non appena l’impasto sarà freddo, dovrai scaldarlo con le mani. Una volta ben ammorbidito, potrai stenderne uno strato leggero nella zona interessata facendo attenzione che i peli siano ben inglobati. Quando si sarà seccato del tutto (basta qualche minuto di attesa), dovrai tirare la pasta cercando nel frattempo di tenere la pelle molto tesa. In questo modo attenuerai la sensazione del dolore.

Consigli per un risultato perfetto e indolore

Per ottenere un risultato perfetto, ti consiglio di evitare di indossare vestiti troppo attillati subito prima o subito dopo il trattamento, in modo da evitare che la circolazione sanguigna si concentri nella zona interessata.

Se la tua paura, invece, riguarda il dolore, ti confesso che, almeno secondo la mia esperienza, la depilazione brasiliana potrebbe essere dolorosa al momento della rimozione dell’impasto. E poi basta. Nessun male nelle ore successive. Ma se, comunque, vuoi prepararti prima, potresti sempre provare con un gommage esfoliante che aiuta ad eliminare la pelle da impurità di ogni tipo o da cellule morte (che sono quelle che in fase di strap di solito ti fanno venire le lacrime agli occhi).

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Come adottare un cane al canile

Adottare un cane al canile è un gesto di grande generosità. Scegliere un amico a quattro zampe da un rifugio per animali è una scelta eticamente corretta: in questo modo avrai la possibilità di dare amore anche a coloro che sono stati abbandonati dai precedenti proprietari.

Quando ho deciso di dare più vita alla mia casa, infatti, ho preferito rivolgermi ad un canile piuttosto che ad un allevamento. Mi dispiaceva molto il pensiero che ci fossero degli animali in attesa di un proprietario che li amasse quanto meritavano. E che, durante questo tempo, non venissero ricoperte di tutte le coccole e le attenzioni di cui avevano bisogno.

Certo, all’interno delle strutture che accolgono i randagi, vengono trattati con tutte le cure amorevoli del caso. Ma, lo sappiamo tutti, non è come quando sono in casa con noi in cui si rimpinzano con ogni prelibatezza, fanno lunghe passeggiate in nostra compagnia e giocano con i bambini.

La procedura da seguire

Quando si decide di attore un cane al canile la procedura da seguire è molto semplice. Basta recarsi nel rifugio per animali più vicino a casa e scegliere il nostro amico a quattro zampe tra quelli disponibili. Una volta deciso quale sia la bestiolina da portarci a casa, dovrai comunicarlo agli addetti della struttura che provvederanno a farti compilare i moduli per l’adozione.

Al momento della consegna dell’animale, riceverai il libretto sanitario dell’animale con segnalate eventuali operazioni di cui si è occupato il personale del canile. Nella maggior parte dei casi, ti verrà chiesta una donazione da dare alla struttura o, comunque, per andare incontro alle spese sanitarie che essa ha anticipato per mantenere in salute il nostro amico a quattro zampe.

Il cane verrà rilasciato alla famiglia che ha deciso di adottarlo già munito di microchip e di vaccinazioni obbligatorie. Nel caso dovesse trattarsi di una femmina, con tutta probabilità ti verrà consegnata già sterilizzata.

Come scegliere il cane giusto

La scelta del cane giusto è un aspetto fondamentale. Anche nel caso di adozione da canile. Prima di farsi venire gli occhi a cuoricino ogni volta che vedi una bestiolina scodinzolare, ti consiglio di cercare di capire per bene quali siano le tue abitudini familiari e lavorative. E’ solo in questo modo che potrai fare una scelta più mirata dell’animale che meglio si incastra con il tuo stile di vita e gli spazi che hai a disposizione.

Se, per intenderci, abiti in un appartamento da 45 mq senza giardino e senza la possibilità di portarlo fuori a correre per almeno tre volte al giorno, sarebbe meglio evitare cani che hanno bisogno di movimento, come il Golden Retriver, il Bracco o il Doberman. Costringerli ad una quotidianità sedentaria significa farli soffrire inutilmente.

Nel caso in cui dovessi avere qualche dubbio, ti consiglio di chiedere aiuto al personale del canile che sarà ben felice di consigliarti l’animale perfetto per te e per i tuoi ritmi. Non dimenticare, infatti, che qui ti capiterà più spesso di trovare degli incroci piuttosto che degli animali di razza. Sarà più difficile, quindi, capire a colpo d’occhio quale sia la specie da cui proviene. E, di conseguenza, anche le esigenze che possa avere. Soprattutto se ti tratta della tua prima esperienza con un cucciolo.

Il pre-affido

Decidere di adottare un cane è una scelta che comporta grandi responsabilità. Una volta che la bestiola scodinzolante avrà abbandonato il canile, infatti, sarà tuo compito provvedere al suo mantenimento e alle sue cure. In alcuni casi, tuttavia, questo compito può rivelarsi più arduo del previsto.

E’ proprio per questo motivo che alcune strutture che ospitano animali abbandonati danno la possibilità alla famiglia adottante di tenere l’amico a quattro zampe in pre-affido. Questa situazione prevede la possibilità di restituire alla struttura il cane nel caso si verifichino problemi irrisolvibili. Durante questo lasso di tempo, inoltre, è possibile che il personale della struttura faccia delle visite a sorpresa presso il tuo domicilio per verificare che il cane si stia adattando bene alla nuova famiglia e che sia felice.

L’arrivo del cane in casa

L’arrivo del cane in casa potrebbe rivelarsi un po’ più impegnativo del previsto. Soprattutto se si tratta della tua prima esperienza. Non tutti gli animali, infatti, reagiscono scodinzolanti all’arrivo nella loro nuova casa. Anzi, è molto probabile che, almeno nelle prime ore risultino piuttosto timidi e spaventati. In alcuni casi questa situazione di insicurezza può durare qualche giorno. Non dimenticare, infatti, che la tua bestiola ha già avuto a che fare con un abbandono o con una situazione di violenza da cui è stata salvata per il rotto della cuffia.

Ti consiglio, quindi, di non mettere l’animale sotto pressione costringendolo a giocare per tutta la giornata con i bambini o di fare cose per cui non si sente pronto. Abbi un po’ di pazienza e aspetta che si ambienti. Ma, soprattutto, che capisca che di te si può fidare. Vedrai che, tempo qualche giorno, inizierà a correre da una parte all’altra della casa scodinzolando e ricoprendoti di attenzioni.

Come organizzare gli spazi

Nel momento in cui decidi di adottare un cane devi anche prevedere una riorganizzazione degli spazi di casa. E’ indispensabile, infatti, che il nuovo arrivato possa sentirsi comodo e ben accetto.

Non serve spendere molti soldi, soprattutto all’inizio. Ti consiglio di acquistare il minimo indispensabile e poi di vedere con il passare del tempo se c’è qualcos’altro che possa servire a entrambi per gestire al meglio la vostra quotidianità. Ecco di seguito una lista dei must-have da procurarti prima che l’amico a quattro zampe faccia l’ingresso nella nuova casa:

  • due ciotole, una per l’acqua e una per il cibo;
  • una copertina (ma va benissimo anche un tuo maglione vecchio, così imparerà a conoscere sin da subito il tuo odore);
  • un guinzaglio, così riuscirai a gestire con più praticità e sicurezza il suo primo arrivo a casa e le prime passeggiate
  • uno o più giochini per cani

Adottare un cane: i contatti utili

Se sei interessato ad adottare un cane ma vuoi avere delle informazioni più precise, ti consiglio di contattare direttamente l’ENPA (Ente Nazionale per la Protezione Animali) oppure il canile più vicino a casa.

Per il Comune di Roma ti consiglio di contattare questi numeri:

  • Centralino del comune di Muratella: 06/67109550;
  • Ufficio adozioni: 349/3686973;
  • Smarrimento e ritrovamento animali: 06/67109550.

Per il Comune di Milano, invece, è possibile contattare:

  • L’Associazione Canili di Milano: 338 8360753;
  • Il Parco canile del Comune di Milano: 02 88454322;
  • Canile Civico Trezzano sul Naviglio: 02 4459752;
  • Mondo Gatto Gattile: 02 89190133.

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Scrub naturale corpo fai da te

Lo scrub è un rimedio perfetto per ripulire la nostra pelle da tutte le impurità che assorbe durante il giorno. Residui di trucco, smog e creme sono solo alcune delle cose che si adagiano nella strato superficiale della nostra epidermide e che la rendono più secca e dal colorito più spento. Trattare la pelle con un esfoliante almeno una volta alla settimana può rivelarsi un ottimo sistema per ripulirla dallo sporco e per eliminare eventuali cellule morte. In questo modo riuscirai a renderla più liscia e dall’aspetto più luminoso.

In commercio sono disponibili moltissimi prodotti cosmetici che ti possono aiutare a far tornare la pelle luminosa e bellissima. Ma quelle che andremo a vedere oggi sono delle ricette per realizzare uno scrub naturale corpo fai da te con ingredienti semplici da trovare (e che, sicuramente, avrai già in cucina).

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Quando e come

Lo scrub naturale corpo è un composto a base di microgranuli che viene generalmente steso sulla zona interessata. Per ottenere un risultato migliore, bisognerebbe effettuare un piccolo massaggio con movimenti circolari per qualche minuto. In questo modo riuscirai a eliminare dalla pelle tutte le impurità e le cellule morte.

Il momento migliore della giornata in cui applicare l’esfoliante è la sera. Meglio se prima di coricarsi. La cosa migliore sarebbe quella di concedersi una decina di minuti in cui prima fare un bagno di vapore. In questo modo stimolerai la dilatazione dei pori e sarà più semplice togliere impurità e sporco in profondità. Ma, se i tuoi tempi sono contati, anche dopo una bella doccia (o un bagno rilassante) va benissimo.

Scrub viso per tutti i tipi di pelle

Lo scrub naturale corpo dedicato a tutti i tipi di pelle del viso è davvero molto semplice e veloce da preparare. La ricetta che ti indicherà di seguito va benissimo per qualsiasi tipo di pelle, sia maschile che femminile. E ti permetterà di far tornare la pelle del viso morbida e luminosa come quella dei bambini. Ma vediamo come fare. Gli ingredienti sono:

  • zucchero, 1 cucchiaino
  • miele, 2 cucchiaini
  • olio di oliva, 3 cucchiaini

Mescolate per bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto abbastanza omogeneo. Applica nelle guance, nella fronte, nel naso e nel mento con movimenti circolatori. Ricorda che deve essere un massaggio dolce, quindi se inizi ad avvertire una piccola sensazione di bruciore, ti consiglio di usare un po’ più di delicatezza. Fai attenzione, inoltre, al contorno occhi. Una volta terminata l’applicazione, tieni in posa per una decina di minuti, quindi risciacqua per bene con dell’acqua tiepida.

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Scrub viso per pelli secche

Hai problemi di pelle secca, particolarmente sensibile e che si squama facilmente? Allora lo scrub naturale corpo che fa al caso tuo deve essere idratante e nutriente. Ma, allo stesso tempo, deve essere abbastanza delicato per evitare di mettere ancora più sotto stress la pelle. Ed ottenere così l’effetto contrario. Ecco gli ingredienti necessari:

  • miele, 1 cucchiaino
  • yogurt bianco intero, 2 cucchiai
  • zucchero di canna, 3 cucchiai

Scrub per il corpo

A differenza delle ricette dedicate alla cura del viso, lo scrub naturale corpo dovrebbe essere realizzato con del sale grosso. La pelle di braccia, gambe e torso, infatti, richiede una pulizia più decisa. E i chicchi, essendo di dimensione più grande, riescono a eliminare le cellule morte e a riattivare la circolazione più in fretta.

Non solo: questo ingrediente è ricco di zinco e di potassio, due minerali in grado di purificare l’epidermide e di stimolare la produzione di collagene. In alternativa al semplice sale grosso, puoi utilizzare anche il sale rosa dell’Himalaya. In entrambi i casi, puoi amalgamarlo con un unguento vegetale, come l’olio di mandorla, che riesce a nutrire in profondità e a ridonare elasticità alla pelle.

Scrub per le gambe

Le gambe sono una di quelle parti del corpo che spesso trascuriamo. Eppure è importante prendersi cura anche della loro bellezza. Soprattutto se dobbiamo prepararci a fare la ceretta o a prendere la tintarella. Ecco gli ingredienti perfetti per uno scrub naturale corpo dedicato alle gambe, ideale per prevenire irritazioni e per idratare la pelle:

  • fondi di caffè, 2 cucchiai
  • zucchero di canna, 1 cucchiaio
  • olio di cocco, 4 cucchiai

Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, stendili sulla pelle asciutta e massaggia per almeno 10 minuti, quindi ripulisci il tutto con dell’acqua tiepida. Questo intruglio, se fatto prima della ceretta, ti permetterà di vedere la pelle morbida già dopo il primo strappo. E l’azione del caffè, inoltre, è utilissima anche contro la cellulite.

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Prima ecografia gravidanza: quando e come

Uno dei momenti più emozionanti dopo aver scoperto di essere incinta è la prima ecografia in gravidanza. L’attesa per l’appuntamento viene sempre vissuto con molta ansia dai futuri genitori. Ma quando farla e come arrivare preparati a questa visita? Ecco dei consigli utili per evitare di andare nel panico.

Quando fare la prima ecografia in gravidanza?

La prima ecografia in gravidanza viene generalmente fissata tra le 6 e le 14 settimane dal primo giorno dell’ultimo ciclo. Ovvio, tutto dipende da quando ci si accorge di essere rimaste incinta. Il che può succedere subito come dopo un paio di mesi di amenorrea (cioè l’assenza di mestruazioni). Diciamo che i primi sintomi di gravidanza in questi casi sono determinanti per far venire prima o dopo il dubbio di essere incinta.

Se sei alla prima gravidanza e sei impaziente di vedere quel fagiolino dentro la tua pancia, ti consiglio di aspettare un po’ prima di fiondarti dal dottore. La mia ginecologa, ad esempio, non fissa mai la prima ecografia prima dell’ottava settimana. Questo perché può capitare che le immagini non si vedano ancora bene del tutto e, di conseguenza, rischieresti di vivertela male. E, magari, di passare la settimana successiva a preoccuparti e a disperarti di tutte le variabili negative che ti hanno portato a non vedere quel piccolo cuoricino che pulsa. Anche se, in realtà, sta procedendo tutto nella norma.

Il mio consiglio, quindi, è quello di cercare di pazientare qualche giorno in più piuttosto. E vedrai che l’emozione di vedere per la prima volta il tuo piccolino sarà meravigliosa.

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Dove fare la visita

Il mio consiglio è quello di affidarti ad una ginecologa con cui ti senti a tuo agio. Se il dottore è un uomo va bene lo stesso, l’importante è che sei serena tu. La prima ecografia in gravidanza, quindi, potrai farla direttamente nel suo studio, soprattutto se è attrezzata con l’ecografo e la strumentazione necessaria.

In alternativa, è possibile fare richiesta al consultorio del tuo quartiere oppure in ospedale. In questi ultimi due casi, la visita è gratuita o, comunque, ha un costo di gran lunga inferiore rispetto a quello richiesto per una visita privata (che, invece, si aggira intorno ai 100 euro).

Il mio consiglio è quello di valutare la situazione (e il budget che hai a disposizione) e capire dove riusciresti a vivere la situazione con maggiore tranquillità. Personalmente, per la mia prima gravidanza ho preferito farmi seguire dalla mia ginecologa perché avevo mille paranoie. E volevo che ci fosse lei presente ogni volta che avessi dei dubbi. Questa opzione, ovviamente, è un po’ più complessa da ottenere se ci si rivolge al consultorio o in ospedale. Anche se, bisogna dire, che nelle strutture statali ci sono bravissimi medici.

Cosa si vede?

Nella prima ecografia in gravidanza è abbastanza evidente il bambino. O, meglio, il fagiolino. L’immagine che ti troverai davanti, infatti, è quella di un piccolo fagiolo dove, nel centro, è presente un puntino che lampeggia. Ossia, il cuore. Ebbene, oltre a questo, il resto non si capisce bene molto. O, almeno, fai fatica a capirlo tu perché, magari, non sei un medico.

Se sei alla prima gravidanza, quindi, ti consiglio di non aspettarti di capire subito se assomiglia alla mamma o al papà. Come invece accade nei film. Concentrati, invece, nell’emozione di vedere per la prima volta il suo cuoricino che batte. E, se ne hai la possibilità, chiedi al dottore che ti sta visitando di farti ascoltare il battito.

Oltre al cuore, durante questo appuntamento con il medico si può vedere:

  • quante settimane di vita ha;
  • la vitalità del feto;
  • numero di feti (gravidanza singola o gemellare?).

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Come prepararsi

Rispetto alle altre ecografie che farai una volta al mese fino al momento del parto, alla prima ecografia in gravidanza sarebbe meglio bere almeno mezzo litro di acqua prima della visita. E, ovviamente, dovresti cercare di trattenerti fino all’appuntamento con il dottore. Io, personalmente, sono entrata in studio con la bottiglia di acqua in mano perché, purtroppo, fin da subito ho iniziato a sentire l’esigenza di fare la pipì ogni 15 minuti. E, quindi, non andare in bagno per un’ora significava rischiare di farmela addosso.

Durante questa visita puoi andare accompagnata. Ti consiglio, quindi, di cercare di fissarla in un momento in cui possa essere presente anche il papà. Ma, se proprio proprio non può venire, puoi sempre chiedere a un parente o ad un’amica. L’immagine del fagiolino per la prima volta è davvero emozionante: condividila con chi ami!

Le prima ecografia in gravidanza potrebbe essere fatta sia utilizzando la sonda esterna, che quella interna. Tutto dipende da quanto nitide sono le immagini. E’ proprio per questo motivo che ti consiglio di essere il più rilassata possibile. La visita non sarà fisicamente impegnativa come altre (anche perché il piccolino ha ancora delle dimensioni minuscole), ma la componente emotiva della situazione ti farà sentire sballottata per le ore successive.

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Pulire ferro da stiro con i rimedi della nonna

Pulire il ferro da stiro è una pratica che dovremmo seguire periodicamente. Ma che, molto spesso, un po’ per pigrizia e un po’ per mancanza di tempo, continuiamo a rimandare. Eppure, se manteniamo questo piccolo elettrodomestico sempre lindo, stirare risulterà molto più semplice. E, soprattutto, avremo più possibilità che duri più a lungo.

I peggiori nemici di questo aiuto in casa sono lo sporco e il calcare. Entrambi questi elementi, infatti, si annidano al suo interno danneggiando sia la piastra che le parti posizionate dentro all’elettrodomestico. Come fare, quindi, per riportare il ferro da stiro al suo splendore iniziale? Ecco i rimedi della nonna da usare caso per caso.

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Pulire il ferro da stiro dal calcare

In commercio esistono molti prodotti che ti possono aiutare a pulire il ferro da stiro dal calcare. Quelli che andremo a scoprire di seguito, invece, sono i rimedi della nonna che ti permettono di far brillare di nuovo il tuo piccolo elettrodomestico con le cose che hai già, sicuramente, in casa.

Acqua distillata

L’acqua distillata è un piccolo trucco che serve per prevenire la formazione del calcare all’interno del ferro d stiro. Questo liquido, infatti, rispetto all’acqua del rubinetto ti permetterà di proteggere la piastra dalla formazione di quelle fastidiosissime scaglie bianche. Ma eviterà anche la formazione di incrostazioni anche nella caldaia e nel serbatoio.

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Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è un ottimo alleato durante le faccende domestiche. E, se non lo sapevi, è indicato anche per pulire il ferro da stiro. Ti basterà scioglierne un paio di cucchiai all’interno di una tazza colma di acqua bollente. A questo punto versa il liquido all’interno dell’elettrodomestico e aspetta che quest’ultimo di scaldi. Meglio ancora se riesci a far uscire un nel po’ di vapore.

In questo modo, eventuali cumuli di calcare scompariranno nell’arco di pochi secondi. Non solo. Questo intruglio ti permetterà anche di eliminare eventuali residui di sporco che si rintanano all’interno della piastra. Et, voilà! In un attimo avrai evitato anche la formazione di cattivi odori ogni volta che devi stirare.

Aceto di vino bianco

Altro rimedio naturale a dir poco miracoloso per pulire il ferro da stiro dal calcare è l’aceto di vino bianco. Molto spesso questo condimento lo troviamo in cucina e ci aiuta a dare quel tocco in più ai piatti. Ma forse non sai che è anche il sistema numero 1 per eliminare il calcare. Soprattutto se mescolato con un po’ di acqua calda.

Imbevi la spugnetta con aceto di vino e acqua e passala nella piastra fredda. Lascia agire per qualche minuto, quindi togli eventuali tracce di residuo strofinando. Una volta terminato, procedi asciugando il tutto con un panno pulito da cucina. Bastano pochi minuti per far tornare l’apparecchio splendente come appena comprato.

Pulire il ferro da stiro dalle bruciature

La bruciatura con il ferro da stiro può capitare. Anche nelle migliori famiglie. Vuoi per un attimo di disattenzione o perché avevi la testa tra le nuvole, è un’eventualità a cui chiunque di noi incorre almeno una volta nella vita. E, vabbè. Succede. Non fartene un cruccio e cerca di capire come pulire questo elettrodomestico per evitare che danneggi anche tutti gli altri vestiti.

Aceto di vino

Perfetto contro il calcare, l’aceto di vino è un ottimo rimedio per pulire l’apparecchio anche dalle bruciature. Un intruglio che ho trovato particolarmente miracoloso è formato da una miscela di una tazza di acqua calda, una manciata di sale grosso e un cucchiaio di aceto di vino. Cospargi la miscela ottenuta sopra a tutta la superficie della piastra, facendoti aiutare da una spugna morbida.

A tal proposito, ti consiglio di evitare l’utilizzo di spugne abrasive, pagliette in ferro o spugne con metà parte gialla e metà verde. Queste, infatti, rischiano di graffiare irrimediabilmente la piastra. E, diciamocela tutta, sarebbe un peccato rovinarla per cercare di pulirla, no?!

Limone e sale

Un’altra accoppiata vincente utile a togliere le bruciature è composta da succo di limone e una manciata di sale grosso. Mescola questi due ingredienti ad un po’ di acqua calda, quindi, cospargi sulla superficie interessata e lascia agire per una decina di minuti. Trascorso il tempo indicato, ti basterà rimuovere l’intruglio con una spugnetta e asciugare con un panno pulito.

Cera delle candele

Uno dei classici rimedi della nonna utile a pulire il ferro da stiro dalle bruciature prevede l’utilizzo della cera per le candele. Questo procedimento è l’unico (rispetto agli altri citati) che richiede che l’apparecchio sia caldo. Pertanto ti ricordiamo di seguirlo facendo la massima attenzione onde evitare incidenti.

Una volta che la piastra è calda, dovrai sfregare con una candela nella parte interessata, finché non inizia a sciogliersi. A questo punto, potrai iniziare a togliere la cera ammorbidita con l’aiuto di un panno pulito. Vedrai che già dalla prima passata verranno via entrambi, sia la cera che la bruciatura. Basta un po’ di pazienza, ma il risultato è davvero sorprendente.

Dentifricio

Anche il dentifricio, specie se in pasta, è perfetto per la pulizia di questo piccolo elettrodomestico. Ti basterà applicarlo direttamente nella superficie interessata e lasciare agire per qualche minuto. Quindi con l’aiuto di una spugna morbida, inizia a togliere lo sporco dalla superficie. Hai bisogno solo di qualche minuto per far tornare l’acciaio splendente come una volta. Prima di terminare, ri consiglio di far uscire del vapore dai fori, in modo da assicurarti che dei residui non siano entrati senza che tu te ne accorgessi.

Detersivo per i piatti

Ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, riguarda l’utilizzo del classico detersivo per i piatti. Molto utile per le bruciature che hanno lasciato residui oleosi sulla superficie della piastra. In questo caso ti consiglio di scioglierne qualche goccia in un po’ di acqua calda e di farne aiutare con una spugna morbida. Vedrai che risultato.

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Lettino Montessori: caratteristiche e idee per il fai da te

Preparare la cameretta per il proprio bambino è un momento di grande emozione perché, generalmente, indica che il nostro cucciolo sta crescendo ed è alla ricerca della sua autonomia ed indipendenza. E, proprio per questo motivo, ti consiglio di valutare l’idea di un lettino Montessori. Ma cerchiamo di capire perché sceglierlo e se fa, effettivamente al caso nostro.

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Caratteristiche

Il lettino Montessori si differenzia da quello tradizionale principalmente per la sua struttura. Ecco le caratteristiche che lo contraddistinguono:

  • è fatto in legno: in questo modo la struttura risulta sempre piuttosto stabile;
  • è basso: l’altezza del materasso è quasi raso terra (in questo modo, anche se dovesse rotolare già durante il sonno è impossibile che si faccia male);
  • nella zona piedi il telaio è più basso: in questo modo la salita dei più piccoli è agevolata.

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Perché sceglierlo?

Un lettino Montessori può rivelarsi essere un vero toccasana sia per il bambino, che per la mamma. Le caratteristiche che lo rendono unico, infatti, permettono al piccolo di muoversi, scendere e salire il totale autonomia. Il che non è male, soprattutto se stai cercando di insegnargli a dormire nella sua stanzetta. E lo spostamento dalla camera vostra ti sembra un po’ difficile.

Immaginati se si svegliasse nel bel mezzo della notte perché ha fame/sete/paura/bisogno di essere cambiato. La possibilità di venire da solo fino al letto da te per svegliarti o infilarsi sotto le tue coperte ha i suoi vantaggi piuttosto di un urlo continuo ad ogni risveglio perché le sponde non gli permettono di scendere.

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Meglio il lettino Montessori o quello tradizionale?

Ok, quindi dopo tutte queste belle parole, ti starai chiedendo se sia meglio un lettino Montessori oppure uno tradizionale. Ebbene, non esiste una risposta. Almeno, non secondo me. Sono dell’idea che la scelta debba essere fatta con un minimo di criterio, ragionando sia sul carattere del bambino che sulle dinamiche familiari.

Se, ad esempio, il tuo piccolo è uno di quelli che si mette a scalare qualsiasi ostacolo incontri per la sua strada, è giusto optare per qualcosa che gli consenta di muoversi in autonomia. Se, invece, è ancora piccolo e sta ancora gattonando, forse è meglio valutare per un tradizionale lettino con le sponde che ti faccia dormire in serenità nel caso dovesse agitarsi troppo durante il sonno.

Da che età è consigliato?

Da che età è consigliato un Lettino Montessori? Anche qui la risposta deve essere valutata caso per caso, sulla base delle abitudini del piccolo e della famiglia per quel che riguarda il sonno. Noi, ad esempio, stiamo iniziando a preparare la camera per la nostra bimba con questa tipologia di letto perché, fino ad ora, ha dormito nella nostra stanza. Personalmente, ho sempre trovato molto più semplice gestire i suoi risvegli notturni allungando il braccio piuttosto che dovermi alzare ogni volta. Ma questo è un altro discorso.

In commercio sono disponibili moltissimi modelli consigliati dai 18 mesi. In alcuni casi, tuttavia, è possibile trovare delle versioni indicate anche per i neonati o, comunque, a partire dai 7/8 mesi.

Il mio consiglio, in questi casi, è quello di affidarsi al proprio istinto materno e provvedere al cambiamento di letto o allo spostamento di camera non appena il bambino è pronto per affrontare questo step. Cercare di forzare il passaggio o di accelerare le tempistiche non è utile né per il cucciolo (se non è pronto, otterrai l’effetto contrario e farà fatica a dormire), né tanto meno per te (se non dorme, dovrai prepararti a innumerevoli notti in bianco).

Lettino Montessori: idee per il fai da te

In commercio esistono moltissime varietà di lettini Montessori. Ma, se ti senti in vena creativa, puoi sempre prendere spunto dalle idee di seguito per realizzarne uno come piace a te:

photocredit foto in evidenza: ©babydodge.it

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Amazon Prime Reading: che cos’è e come funziona

Amazon Prime Reading è uno dei nuovi servizi lanciati dal colosso dell’e-commerce che non puoi assolutamente perderti. Soprattutto se sei un amante dei libri e vuoi avventurarti nel magico mondo degli ebook. Magari vuoi farti un’idea se leggere uno schermo può fare al caso tuo. O anche se vuoi testare l’ebook reader che hai da poco acquistato.

Ma cerchiamo di capire di che cosa si tratta, quanto cosa e qualche consiglio utile per sfruttarlo al meglio.

Che cos’è Prime Reading?

Prima Reading è un servizio che consente a tutti gli abbonati al programma Prime di Amazon di leggere gratuitamente una selezione di titoli in formato ebook ovunque e in qualsiasi momento della giornata. Tra le letture messe a disposizione ci sono sia romanzi che saggi, sia guide turistiche che fumetti. E il catalogo a disposizione degli utenti Prime è in costante aggiornamento.

LEGGI ANCHE: Meglio Prime Reading o Kindle Unlimited?

Prime Reading: come funziona?

Il sistema è molto semplice e funziona come quando vai in biblioteca. Dalla selezione dei titoli puoi scegliere quello che fa al caso tuo, quindi andare nella scheda del libro e cliccare sull’icona di Prime Reading. A questo punto, ti basterà selezionare il dispositivo dove vuoi che venga inviato il file e il gioco è fatto. Dopo pochi secondi, infatti, potrai vedere comparire nel Device prescelto la tua prossima lettura.

Per controllare che il libro che vuoi leggere faccia parte della selezione gratuita, ti consiglio di verificare sempre che sotto al titolo (o nella scheda del prodotto) sia sempre presente la dicitura “EUR 0,00 Prime”.

Puoi scegliere fino a dieci titoli per volta e puoi tenerli tutto il tempo che ti serve per leggerli. Una volta ultimati, potrai decidere di riconsegnarli indietro subito e tenerli per un altro po’. Ovviamente, superato il numero di volumi massimo da tenere, dovrai riconsegnarne per forza indietro qualcuno per poterne prendere in prestito degli altri.

LEGGI ANCHE: Audiolibri: meglio Audible o Storytel?

Quanto costa?

Prime Reading è un servizio del tutto gratuito a cui possono accedere i clienti Prime di Amazon. Nel caso in cui tu non abbia ancora sottoscritto l’abbonamento, ricordati che il prezzo annuale è di 36,00 euro (o mensile di 3,99 euro). Ma oltre a questo servizio hai diritto ad accedere a moltissime altre opportunità molto utili (come le spese di consegna gratuite, Amazon Music e Prime Video, solo per citarne alcuni). Se non sei ancora iscritto, ti consiglio di testare la prova gratuita dell’abbonamento Prime per vedere se ti piace.

Ricapitolando, il servizio è gratuito e ti permette di leggere un numero infinito di titoli. E, se un libro ti è piaciuto proprio tanto, puoi anche decidere di prenderlo in prenderlo in prestito più volte.

LEGGI ANCHE: Dove posso trovare libri a poco prezzo?

Prime Reading e Kindle Unlimited: differenze

Prime Reading e Kindle Unlimited sono due servizi proposti dal colosso dell’e-commerce che un po’ si somigliano. Ma su moltissime altre cose sono diversi. Come, ad esempio, il prezzo: il primo è gratuito mentre il secondo richiede una spesa mensile di 9,99 euro.

Un altro dettaglio che differenzia questi due piani riguarda il numero dei titoli a disposizione: nel primo parliamo “solo” di un migliaio, mentre nel secondo puoi trovarne più di un milione. Ed è proprio per questo motivo che prima ti ho detto che è una buona piattaforma in cui testare la tua lettura con un ebook reader. Se dovessi vedere, ad esempio, che è qualcosa che ti appassiona, puoi sempre puntare su un servizio di abbonamento a pagamento più completo.

Ultimo, ma non per questo meno importante, riguarda le restrizioni. Se scegli Prime Reading potrai leggere i libri nel tuo dispositivo fintanto che sarà  riconfermato il tuo abbonamento a Prime. Se opti per Kindle Unlimited, invece, i titoli scompariranno se dovessi smettere di pagare il tuo abbonamento. Proprio come accade nei brani musicali per il servizio Music Unlimited di Amazon.


E tu hai mai utilizzato uno di questi due servizi per leggere i tuoi ebook? Con quella ti sei trovato meglio? Scrivicelo nei commenti qui sotto.

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Organizzare matrimonio low cost: 15 consigli utili

Il matrimonio è probabilmente uno dei giorni più belli della nostra vita. Eppure, come accade in tutte le cose, anche questa occasione può provocare qualche tensione. Soprattutto se pensiamo ad una questione strettamente economica. Un recente studio, infatti, ha stimato una spesa di circa 27 mila euro per la pianificazione e l’allestimento di tutto l’evento. Stime che arrivano a picchi di 40 mila euro nel Meridione. Cifre da capogiro, quindi, soprattutto in questo periodo in cui il lavoro è quello che è.

E se il vostro budget è limitato? Non fatevi prendere dal panico! Con qualche accortezza è possibile organizzare un matrimonio low cost senza per questo rinunciare alla magia che questo evento porta con sé. Ecco tutti i consigli per pianificare le nozze dei propri sogni senza dover svuotare completamente il conto in banca.

Il giorno delle nozze

La scelta del giorno delle nozze è sicuramente un momento importante per la coppia. Eppure, lo sapevi che fissare la data per un giorno durante la settimana è possibile risparmiare un bel po’? Già alle prime telefonate alle location, infatti, potrai accorgerti come il prezzo degli affitti scende drasticamente rispetto al costo previsto per il weekend.

Anche la scelta della stagione in cui sposarsi ha una bella incidenza nelle spese. La bassa stagione per i matrimoni va da ottobre e marzo. Se, quindi, state pensando ad un matrimonio invernale, sappiate che questa opzione potrebbe evitarvi il rischio di incorrere in spese folli.

Il numero degli invitati

Sembra una cosa scontata, ma in realtà non lo è. Quando si inizia ad organizzare un matrimonio ci si fa spesso cogliere dall’entusiasmo di invitare tante persone con cui condividere il giorno più bello della propria vita. Il punto è che, una volta che vi metterete a scrivere su un foglio il nome di tutti, vi accorgerete di quanto sia facile arrivare a numeri di invitati da capogiro.

Ora, siamo d’accordo che ci sono persone che proprio non possiamo depennare dalla lista. Ma siamo sicuri che sia così necessario invitare quella zia che l’ultima volta che hai visto c’erano ancora i dinosauri? O l’amico del cugino della nipote della nuora di tua suocera perché la mamma del tuo sposo ci tiene tanto? Ecco, magari no. Non fatevi prendere dai sensi di colpa, quindi. Tenete nella lista invitati quelli che sono davvero importanti per la vostra coppia e la vostra quotidianità. Il resto della gente se ne farà una ragione. Che tanto, credetemi, risparmiandogli il pensiero di comprare il vestito per venire al matrimonio più il regalo gli farete solo che piacere. Specie se non avete un rapporto così confidenziale.

Rito civile o rito religioso?

Sposarsi in comune è senza dubbio più economico rispetto alla cerimonia religiosa. Eppure, se la tua idea di matrimonio è quella di percorrere la navata con un bouquet in mano e l’abito bianco, non devi per forza rinunciarci. Il mio consiglio è, però, magari quello di optare per una chiesa dalle dimensioni più piccole rispetto al duomo della città.

A tal proposito, ti consiglio di provare a sentire la parrocchia vicino a casa o, in alternativa, qualche chiesetta di paese. Capita spesso, infatti, che nei paesini di campagna ci siano delle cappelle con i posti a sedere limitati che propongano la cerimonia ad un prezzo più che abbordabile.

Allestimento

Quando si inizia ad organizzare un matrimonio si comincia subito a fantasticare sull’allestimento. E farsi prendere la mano è un attimo. Soprattutto per quel che riguarda gli accessori con cui abbellire la location. Non avete idea di come si fa presto ad aumentare in modo vertiginoso la spesa per i dettagli. Il mio consiglio è quello di scegliere il tema e, una volta che va bene ad entrambi, decidere quali elementi sono indispensabili e quali non hanno così importanza.

Per intenderci, non è necessario acquistare camion di candele o lanterne. Puoi sempre pensare di affittarle e riconsegnare a cerimonia terminata. Stesso discorso vale per le tavole. Non è necessario che ci sia un intero vivaio al centro di ogni tavola: anche una mise-en-place semplice se pensata con gusto può avere un effetto elegante e raffinato.

Lista nozze

Per quel che riguarda la lista nozze, puoi sempre chiedere ai parenti più stretti di destinare i soldi del regalo per pagare parte dell’evento. Ai genitori, ad esempio, potreste chiedere un aiuto per l’abito della sposa e dello sposo. Ai testimoni potreste chiedere le fedi. E alla zia, magari, il fiorista.

I fiori

Magari sarete stati abituati all’idea di varcare la navata tra cascate di rose, vasi di calle e tulipani che cadono dall’alto. Ecco, lascia perdere. I fiori hanno un prezzo decisamente alto, soprattutto se scegliete dei fiori che non sono di stagione. Per intenderci, se optate per dei fiori tropicali in pieno inverno, vedrete le spese alzarsi vertiginosamente.

Se vi piace l’idea di un allestimento di tipo botanico e un po’ boho, potete sempre creare dei punti “verdi” nella location della cerimonia e dei festeggiamenti con delle piante cadenti o delle composizioni floreali più economiche (ad esempio, con le gerbere o con dei girasoli).

La location

La location è sempre uno dei dettagli che fanno impennare il costo dell’evento. Una volta definito il numero degli invitati, vi conviene iniziare a contattare con i possibili posti da dedicare ai festeggiamenti. Ricordate che non à indispensabile affittare una villa con piscina e un giardino in cui perdersi da quanto grande è. L’importante è sempre l’effetto finale che riuscite a dargli.

Piuttosto che scegliere un ristorante pluristellato, potete sempre valutare l’idea di una piccola trattoria in campagna che, magari, disponga di un po’ di spazio all’esterno in cui far giocare i bambini. Esistono anche moltissime location poco conosciute che si possono affittare per gli eventi e che consentono di organizzare una cerimonia intima e romantica. Se state pensando, invece, ad un matrimonio in spiaggia, ricordate che anche in Italia esistono bellissimi spazi adatti alla situazione (senza dover necessariamente andare alle Maldive).

Partecipazioni di matrimonio

Se vuoi organizzare un matrimonio low cost, è bene tenere a mente che è possibile risparmiare anche sulle partecipazioni. Il prezzo degli inviti, infatti, cambia notevolmente in base al tipo di carta. I biglietti scritti a mano o realizzati su carta di riso hanno un costo più alto. Ma se scegliete un classico cartoncino ben confezionato la spesa diminuisce di molto. E l’effetto finale può essere ugualmente raffinato.

Le bomboniere

Le bomboniere sono probabilmente il dettaglio su cui avete la possibilità di scegliere tra più opzioni. Se siete molto creativi e avete una buona manualità, ad esempio, potete sempre pensare di crearle con le vostre mani. In alternativa, potete sempre optare per comprare le bomboniere online: in questo caso il prezzo finale è più basso rispetto a quello che potreste spuntare in un negozio fisico poiché andreste a trattare direttamente con il fornitore.

L’abito della sposa

Veniamo alla questione più spinosa: l’abito della sposa. Avrai dato un’occhiata alle collezioni nelle riviste patinate e, sicuramente, avrai visto dei modelli nuovi ed esclusivi che, tuttavia, possono raggiungere prezzi esorbitanti. Non dimenticare, però, che una spesa molto alta non sempre giustifica la qualità del tessuto.

Se vuoi risparmiare un po’ e avete iniziato ad organizzare il matrimonio con largo anticipo, puoi sempre andare a provare l’abito in atelier e poi acquistarlo durante i saldi. O, in alternativa, se hai in mente un modello ben preciso, puoi sempre contattare la tua sarta di fiducia che saprà cucirtelo addosso con i tessuti che più ti piacciono. Da valutare anche la possibilità di comprare l’abito da sposa online: molti atelier dispongono di un sito e-commerce dove vendere i vestiti a prezzo di outlet.

L’abito dello sposo

Per quel che riguarda l’abito dello sposo, la questione è molto più semplice. Potete sempre optare per un vestito passe-partout che vada bene per essere riutilizzato anche in altre occasioni importanti. O per andare al lavoro.

Le scarpe e gli accessori dell’outfit

Anche sulle scarpe e sugli accessori dell’outfit è possibile risparmiare. Se scegliete dei modelli che si possono facilmente riutilizzare anche i giorni successivi al matrimonio, la spesa graverà di meno sul portafoglio.

Buffet o servizio al tavolo?

Al momento della ricerca della location, vi consiglio di valutare la possibilità di realizzare un pranzo (o la cena) al buffet. Questa opzione è di gran lunga più economica rispetto ad organizzare il ricevimento con squadre di camerieri che si aggirano tra i tavoli per servire ai vostri ospiti le varie portate. In questo caso, potete farvi fare un preventivo da un’azienda di catering o dal ristorante dove avete affittato la sala e vedere che cosa vi propongono.

Ps: non dimenticate che se siete alla ricerca di una cerimonia informale, il buffet può rivelarsi la soluzione migliore, perché tutti si sentiranno a proprio agio durante tutto il ricevimento. E, anzi, potrebbe diventare la scelta vincente soprattutto tra gli invitati più giovani che, altrimenti, si annoierebbero a passare tutta la giornata seduti al tavolo.

Ristorante o catering?

Bella domanda a cui è difficile dare una risposta. O, meglio, bisogna valutare caso per caso. Per intenderci, se hai un grande spazio a disposizione, puoi risparmiare sui costi di affitto della location e organizzare il tuo matrimonio facendoti seguire da un catering che si occuperà dell’allestimento, dei tavoli, della preparazione di cibo e bevande e dei camerieri. Il catering è una buona opzione anche se hai deciso di affittare una location per il ricevimento e non vuoi preoccuparti di nulla.

Capita spesso, però, che i ristoranti (già attrezzati di tutto) siano in grado di farti un preventivo molto più economico per il menu di ogni invitato. Se doveste scegliere questa soluzione, infatti, dovrete mettere in preventivo solo la spesa di cibo e bevande e non l’affitto del locale.

Organizzare matrimonio con il Wedding Planner

Il wedding planner è una figura che avrete sicuramente visto nei film. E sicuramente l’idea di spendere altri soldi non vi fa impazzire. Però vi consiglio di ragionarci su. Se non siete nel settore degli eventi o della ristorazione e, quindi, non avete contatti diretti con i fornitori, potreste facilmente perdere la bussola. E rischiare di spendere molti più soldi del dovuto. Affidarsi a qualcuno di esperto, in questi casi, vi può permettere di organizzare il matrimonio low cost dei vostri sogni senza rinunciare a nulla.

Ultimo aggiornamento 2021-06-12 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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Biglietti Natale fai da te facili: 5 idee da provare

Dicembre è ormai iniziato e, se non vuoi farti cogliere impreparato, devi già iniziare a pensare ai regali e ai vari preparativi per le feste. Per rendere ancora più perfetto lo scambio dei doni, non possono di certo mancare i biglietti di Natale fai da te, un’ottima soluzione se il budget a tua disposizione è davvero limitato.

Con questi biglietti fatti a mano farai sicuramente un figurone con amici e parenti, che apprezzeranno sicuramente l’impegno e il tempo che ci hai messo. Non solo, l’idea di creare queste piccole opere d’arte con le tue mani, può essere un ottimo modo per coinvolgere anche i bambini di casa, che si divertiranno un mondo a giocare con colori, forbici e colla.

LEGGI ANCHE: Alberi di Natale fai da te: le migliori idee da copiare

Eccoti, quindi, le 5 idee top per realizzare dei bellissimi biglietti di Natale fai da te con le tue mani. Anche se non ti senti molto creativo o se non hai molta dimestichezza con i lavori manuali. Provare per credere.

Biglietti di Natale fai da te con i bottoni

Forse non lo sai, ma i bottoni si possono trasformare in elementi perfetti per completare il tuo biglietto di Natale fai da te. Come nell’esempio che ho trovato nel web. Ne bastano un paio di bianchi di grandezze diverse per creare un piccolo pupazzo di neve. E l’effetto finale in 3D è davvero bellissimo ed originale, non trovi?

Biglietti di Natale fai da te con i timbri

Anche i timbri possono rivelarsi un ottimo strumento per rendere ancora più bello il tuo biglietto di Natale. E se non ne avessi uno in casa? Puoi sempre controllare se in casa hai qualche oggetto che può diventare uno stampino. Pensa, ad esempio, al bordo di un bicchiere che sporcato con della tempera, può creare dei bellissimi cerchi colorati nei cartoncini. Ma va benissimo anche un Cotton fioc per realizzare tanti puntini come fossero fiocchi di neve. O, anche, uno stampo per biscotti a forma di stella.

Biglietti di Natale fai da te con gli scovolini

Se vuoi essere davvero originale, puoi sempre utilizzare degli scovolini che, sicuramente, avrai in giro per casa. Prendine uno di verde e inizia a piegarlo come per dargli la forma dell’albero di Natale. Un bel giro di colla in un lato, et voilà, il gioco è fatto. Ti rimane solo completare il tutto incollando al posto del puntale un piccolo adesivo a forma di stellina. Non è semplicissimo?

Biglietti di Natale fai da te con il cartoncino

Questa idea è tanto semplice quando velocissima. Ti basterà prendere un cartoncino del colore che preferisci (nella foto hanno utilizzato i fogli di uno spartito). Taglia poi una grande mezzaluna, quindi piega un lato come a formare un’ala. Fai un’altra piega e poi un’altra ancora, sempre su se stesso. E’ facilissimo, come quando da piccolo facevi i ventagli con i fogli di carta. Per il tutorial, clicca qui.

Biglietti di Natale fai da te con collage

Anche quest’idea è davvero semplicissima, ma l’ho tenuta per ultima perché, rispetto alle altre, richiede un po’ più di creatività e manualità. Anche se solo all’apparenza. Creare un disegno con la tecnica del collage è davvero semplice. Ti basta prendere dei cartoncini di colori diversi e ritagliare dei triangoli che possano ricordare la forma degli alberi di Natale. Poi incollali nel tuo biglietto come nella foto e il gioco è fatto. Facile, vero?


Anche tu hai realizzato dei biglietti di Natale fai da te? Mostraci le tue idee nei commenti qui sotto

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Fascia porta bebè: come sceglierla e come indossarla

La fascia porta bebè è la soluzione perfetta se hai un bambino piccolo. I neonati, infatti, adorano stare in braccio a mamma e papà ma, molto spesso, diventa impegnativo trascorrere l’intera giornata con un frugoletto tra le braccia.

La mia bimba, sin dai primi giorni di vita, ha sempre adorato rimanere appiccicata a me. E, soprattutto nei momenti in cui stava male a causa di coliche o brutti sogni, l’unico modo per calmarsi era quello di stare cullata tra le braccia della mamma.

E se questa è un’immagine molto bella, sappiamo tutti perfettamente quanto sia difficile poter concedere queste attenzioni al proprio bambino tutto il giorno. Soprattutto se si hanno delle commissioni da fare, se bisogna portare il fratellino più grande a scuola o se, semplicemente, c’è bisogno di preparare la cena.

Fascia porta bebè: perché comprarla?

Quando mi hanno consigliato di usare la fascia porta bebè per la prima volta, ero piuttosto scettica. Poi mi sono convinta e ho deciso che, comunque, provare non sarebbe costato nulla. Et, voilà! Mi sono trasformata in una mamma canguro h24.

Il vantaggio più grande di portare il neonato in fascia è quello di riuscire a fare più cose contemporaneamente. E’ bellissimo poter cullare il proprio piccolo tra le braccia, ma sappiamo benissimo che dopo qualche decina di minuti la schiena è a pezzi e le braccia sono parecchio indolenzite. E, soprattutto, non puoi fare nient’altro. Anche perché, nella maggior parte dei casi, se provi ad appoggiarlo nel lettino, lui si sveglia e partono gli urli. E si ricomincia daccapo con ninne nanne e dondolii prima che si calmi di nuovo.

LEGGI ANCHE: Come lavare i peluche

I vantaggi

Ora, immagina se avessi la possibilità di tenerti il tuo piccolo tra le braccia e potessi fare, nel frattempo, tantissime altre cose. Come lavare i piatti, preparare la cena, fare la lavatrice, accompagnare il fratellino a scuola e fare la spesa. O anche, più semplicemente, andare a farti una passeggiata in tutta tranquillità senza l’ingombro del passeggino. Non sarebbe bellissimo?

Se stai continuando a leggere con occhi sognanti, allora ti consiglio di provare ad usare la fascia porta bebè. Almeno una volta. Giusto per capire come ti trovi. E poi valutare o meno il caso di acquistarla.

Ecco di vantaggi che, personalmente, ho visto usandola:

  • meno mal di schiena (con la fascia il peso è distribuito su tutto il tronco);
  • zero dolore alle braccia;
  • mani libere per poter fare commissioni e faccende domestiche;
  • il neonato si calma dopo pochissimi minuti e, nella maggior parte delle vote, si addormenta;
  • hai la possibilità di controllare in ogni momento come sta e se ha bisogno di qualcosa, senza dover correre ad ogni singolo rumore nel lettino, nella sdraietta o nel tappetino.

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Come sceglierla?

Scegliere una fascia porta bebè non è semplice come potrebbe sembrare. Il mio consiglio è quello di farsene prestare una da un’amica e di testarla. In questo modo, avrai la possibilità sin da subito di capire cosa va meglio per te e cosa invece non ti va proprio bene. In alternativa, puoi sempre controllare se nella tua città ci sono delle consulenti per il babywearing che spesso, in questi casi, mettono quelle che hanno a disposizione a noleggio. Si tratta di pochi euro per qualche giorno, ma credimi, è un buon investimento.

In linea di massima, però, ti consiglio di seguire queste regole di base, giusto per non farti prendere dall’ansia al momento dell’acquisto:

  • non esiste una fascia per l’estate e una per l’inverno (tanto il neonato regola la sua temperatura corporea con la tua);
  • non occorre cambiare fascia per ogni step evolutivo del bambino. Una volta fatto l’acquisto con criterio, ti durerà fin quando ne avrai bisogno;
  • te ne basta una

LEGGI ANCHE: Sudamina nei bambini: i rimedi naturali

Come si indossa la fascia porta bebè?

Passiamo ora alla parte più complicata. Ossia quella di indossarla. Ammetto che la prima volta è stato parecchio complicato. Anche perché la mia paura più grande era quella di far cadere la bambina per terra. Il mio consiglio, in questi casi, è quello di farti aiutare da qualcuno. E va benissimo sia il papà, che tua sorella oppure un’amica. Anche se non sono specializzati in materia. Anzi, in questi casi, l’impresa si rivela molto più divertente e ti sentirai più a tuo agio con questo nuovo sistema.

Nel web è possibile trovare moltissimi video che ti spiegano come indossare una fascia porta bebè. Ecco quello che guardavo io le prime volte, prima di prenderci mano e di metterla in automatico.

Ultimo aggiornamento 2021-06-22 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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