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Zuppa detox gustosa: 5 ricette da provare

Durante la stagione invernale la zuppa rappresenta un primo piatto da gustare durante le giornate più fredde. Ideale soprattutto come comfort food da assaporare per tirarsi sù il morale dal tram tram quotidiano.

Ma non è detto che questa pietanza non possa essere realizzata anche in estate, magari in una versione più leggera. Se sei alla ricerca di qualche idea per un piatto unico estivo facile e veloce da preparare, ecco le ricette per una zuppa detox gustosa. Perfetta per depurarsi un po’ dopo aver mangiato cibi pesanti o troppo calorici.

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Zuppa detox di carote e zenzero

La zuppa detox di carote e zenzero è una ricetta semplice da realizzare e pronta in una manciata di minuti. Il costo dei suoi ingredienti, inoltre, è davvero bassissimo.

Ingredienti:

  • carote, 8
  • cipollotto, 1
  • zenzero, 5 scaglie
  • sale, pepe, olio

Iniziamo la nostra ricetta pulendo le carote: elimina le estremità e pelale tutte. A questo punto passale nella grattugia e versale in una padella antiaderente abbastanza capiente insieme al cipollotto precedentemente tritato e alle scaglie di zenzero. Aggiungi sale, pepe ed un filo di olio, quindi cuoci a fiamma vivace per qualche minuto. Copri tutto con l’acqua, abbassa la fiamma e cuoci per almeno 40 minuti.

Al termine del periodo indicato filtra il brodo ottenuto e mettilo in un contenitore a parte. Trasferisci le verdure dentro al frullatore e metti l’elettrodomestico in funzione finché non avrai ottenuto una crema densa. Aggiungi il brodo a filo nella quantità che preferisci. Guarnire con i crostini a piacimento.

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Zuppa detox di lenticchie

La zuppa detox di lenticchie è una ricetta molto semplice ma che ti permette di realizzare un manicaretto estivo in pochi minuti. Perfetto da gustare anche freddo.

Ingredienti:

  • lenticchie rosse decorticate, 400gr
  • cipolla, 1
  • sedano, 1 gambo
  • carota, 1
  • curcuma, 1 cucchiaio
  • zenzero fresco, 30 gr
  • sale, pepe, olio

Prima di metterti ai fornelli, lascia in ammollo le lenticchie rosse decorticate per almeno un paio di ore dentro un recipiente con abbondante acqua a temperatura ambiente. Nel frattempo, pulisci e affetta finemente il gambo di sedano, la cipolla e la carota e, una volta pronti, trasferiscili in una pentola insieme ad un pizzico di sale e ad un litro di acqua.

Procedi con la cottura per almeno 40 minuti, poi aggiungi le lenticchie. Metti un coperchio e procedi con la cottura per una mezz’ora circa a fiamma vivace. Trascorso il tempo indicato, frulla il tutto con un mixer. Prima di impiantare, aggiungi lo zenzero e la curcuma.

Zuppa detox di spinaci

La zuppa detox di spinaci è una ricetta che, con pochi ed economici ingredienti, ti darà la possibilità di preparare un manicaretto sfizioso e, allo stesso tempo, dal grande potere disintossicante.

Ingredienti:

  • spinaci, 300gr
  • patate, 2
  • cipolla bianca, 1
  • sale, pepe, olio

Metti a cuocere in una pentola la cipolla finemente tritata insieme ad un filo di olio extra vergine di oliva. Una volta che avrà iniziato ad imbiondirsi, aggiungi le patate precedentemente sbucciate e gli spinaci, quindi attendi finché entrambi gli ortaggi non si saranno ben ammorbiditi.

A questo punto, frulla per bene tutti gli ingredienti con l’aiuto di un mixer da cucina e aggiusta il sapore con un pizzico di sale e pepe. Per rendere il risultato ancora più gustoso, ti consiglio di aggiungere della frutta secca tritata.

Zuppa detox di zucchine

La zuppa detox di zucchine è una ricetta molto semplice e pronta in pochi minuti. Ideale da gustare in estate, può essere abbinata anche ad un formaggio fresco, come ricotta di capra, mozzarella di bufala o stracciatella.

Ingredienti:

  • zucchine, 5
  • scalogno, 1
  • patate, 1
  • menta, 6 foglie
  • sale, pepe, olio

Iniziamo la nostra ricetta pulendo le zucchine e le patate e tagliandole a dadini. Versale quindi in una pentola abbastanza capiente insieme allo scalogna tritato e un filo di olio, quindi fai saltare il tutto a fiamma vivace per un paio di minuti. Trascorso il tempo indicato, abbassa la fiamma e aggiungi l’acqua fino a coprire tutti gli ingredienti e attendi una ventina di minuti.

Quando gli ortaggi si saranno ben ammorbiditi, frullateli con un mixer da cucina fino ad ottenere una crema omogenea. A questo punto, trasferisci la zuppa ottenuta nei piatti e decorala con un filo di olio a crudo e con le foglioline di menta fresche.

Zuppa detox di zucca

La zuppa detox alla zucca è un primo piatto che può essere realizzato utilizzando la tipologia di zucca che preferisci. Come puoi ben immaginare, quindi, è una ricetta che può essere preparata facilmente in quasi tutti i periodi dell’anno.

Ingredienti:

  • zucca tagliata a cubetti, 400gr
  • carote, 2
  • brodo vegetale, 800ml
  • alloro, 2 foglie
  • sale, pepe, olio

Metti a cuocere la zucca e le carote in una pentola insieme al brodo vegetale e alle foglie di alloro, quindi cuoci il tutto a fiamma dolce, finché gli ortaggi non si saranno ben ammorbiditi. A questo punto, togli la pianta aromatica e frulla gli ingredienti rimanenti. Aggiusta di sale e pepe e condisci con un filo di olio a crudo.

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Pasta con zucchine e ricotta fresca

La pasta con zucchine e ricotta fresca è una ricetta di quelle che dovrebbero sempre a portata di mano. Soprattutto quando non si ha molto tempo per cucinare.

Questo piatto può essere gustato sia in inverno, ancora bollente, che in estate, come alternativa alla tradizionale pasta fredda.

Ma vediamo ora come prepararla in poche e semplici mosse.

Pasta con zucchine e ricotta fresca

Un primo piatto pronto in pochi minuti e perfetto da gustare freddo durante le giornate estive
Preparazione 5 min
Cottura 10 min
Tempo totale 20 min
Portata Primi piatti
Cucina Italiana
Porzioni 2

Ingredienti
  

  • 2 zucchine
  • 1 cipolla
  • 250 gr pasta
  • 150 gr ricotta fresca di capra
  • olio extra vergine
  • sale
  • pepe

Istruzioni
 

  • Cuocere le zucchine
    Iniziamo la nostra ricetta partendo dalle zucchine. Dopo averle lavate accuratamente, privale delle estremità. A questo punto, tagliale a cubetti e mettile a stufare all'interno di una padella antiaderente insieme ad un filo di olio extra vergine di oliva. Aggiungi una spolverata di pepe e metti il coperchio. Attendi finché i dadini non si saranno ben ammorbiditi, ricordandoti di mescolare di tanto in tanto.
  • Cuocere la pasta
    Nel frattempo, mentre attendi che le zucchine si cuociano al punto giusto, procedi con la preparazione della pasta. Mettila a cuocere in una casseruola con abbondante acqua salata. Mantieni la fiamma vivace fino a che non sarà cotta al dente.
  • Assemblare gli ingredienti
    Prendi ora un piatto da portata abbastanza grande e inizia a sgranarvi dentro la ricotta fresca di capra. Non appena la pasta è pronta, scolala e versala nella padella con le zucchine, quindi spadella per un minuto o due per amalgamare i sapori.
    Termina la preparazione versando il manicaretto nei piatti e, prima di servire, aggiungendo la ricotta fresca e un filo di olio extra vergine a crudo.
Keyword pasta, primi piatti, ricotta, zucchine

La nota sfiziosa

Se ti piace osare in cucina e vuoi provare a dare a questo piatto un tocco ancora più elegante e raffinato, ti consiglio di aggiungere qualche fogliolina di menta fresca. Una volta preparata la dadolata, mettile a marinare all’interno di una ciotola insieme ad abbondante olio extra vergine di oliva, pepe e le foglie di menta per almeno un’oretta.

Una volta trascorso il tempo indicato, versa pure tutto il contenuto del recipiente dentro la work e copri, quindi cuoci il tutto finché le zucchine non si saranno ammorbidite. Procedi con la preparazione seguendo i passaggi della “versione standard”.

La versione per lo svezzamento

Non dimentichiamo, inoltre, che vista la semplicità  dei suoi ingredienti, questa ricetta può essere utilizzata come proposta golosa da proporre ai bambini in fase di svezzamento. In questo caso, ti consiglio comunque di utilizzare un formato di pasta che, in base all’età del piccolo, sia facile da gestire dal bambino in autonomia. Come, ad esempio, i ditali rigati o le mezze penne.

Consigli per la conservazione

La pasta con zucchine e ricotta fresca si mantiene tranquillamente fino ad un paio di giorni in frigorifero, se non consumata subito. Meglio ancora se si ripone all’interno di un recipiente ben chiuso e coperto. Non dimenticare, infatti, che la ricotta è un formaggio che tende a prendere l’odore di altre pietanze (proprio come accade, ad esempio, con il burro).

Al momento della preparazione, ti consiglio di versare la quantità di manicaretto avanzata direttamente sulla padella insieme ad un filo di olio e spadellare il tutto per qualche minuto. In questo modo toglierai la spiacevole sensazione di freddo dal cibo. Per donare nuovamente alla ricetta lo stesso aspetto della prima volta, ti basterà aggiungere della ricotta fresca.

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Mamma Italia: l’app per acquistare cibo Made in Italy in tutta Europa

Mamma Italia è l’app che promuove cucina italiana in Europa. La nostra tradizione gastronomica è da sempre considerata una delle migliori al mondo. E, per quanto le altre culture a tavola possano essere curiose ed affascinanti, i prodotti Made in Italy rimangono tra i più apprezzati e richiesti.

Cosa fare se ci si trasferisce all’estero? Se sei un italiano doc e, per questioni di studio o lavoro, ti ritrovi ad abitare oltre confine per un periodo di tempo prolungato, sai perfettamente quanto ti possa mancare mangiare come a casa.

Per tutti gli appassionati di prodotti tipici del nostro paese, ecco che è arrivata l’app Mamma Italia, che permette di acquistare prodotti gastronomici Made in Italy anche all’estero.

Mangiare italiano all’estero

Ricordo ancora i mesi trascorsi in un altro paese durante il mio Erasmus universitario. Per quanto sia sempre stata una buona forchetta, infatti, c’erano dei cibi di cui sentivo profondamente la mancanza. Eh, già , perché oltreconfine non sanno minimamente cosa sia la cultura dell’aperitivo o un panino con la mortadella o una bruschetta con la stracciatella. Per non parlare poi della pasta, degli svariati tipi di ragù di carne e pesce a cui siamo abituati o di cosa significhi assaporare un buon bicchiere di vino rosso. Solo per citarne alcuni.

Un giorno come tanti mi sono recata al supermercato e, per caso, tra gli scaffali dello store, ho trovato una soppressa Made in Italy. Tanta era l’emozione del momento, che mi sono letteralmente commossa. Poi l’ho acquistata e l’ho messa in frigo cercando di assaporarne ogni fetta come se fosse stata l’ultima.

Eppure, mi sono sempre chiesta: ma se ci fosse un modo più semplice per sentirsi a casa anche quando si abita all’estero? Se fosse davvero possibile acquistare del cibo e farselo recapitare oltre confine senza impazzire?

Mamma Italia app: come funziona?

L’app Mamma Italia è disponibile sia per Android che per iOs e permette, a chiunque risieda in Europa, di acquistare veri prodotti Made in Italy.

Il suo funzionamento è molto simile a quello di Google Maps: ti basterà  inserire il nome di un prodotto (ad esempio: Taralli) oppure selezionare una categoria (ad es: Conserve e sott’oli) per trovare i brand italiani presenti nelle vicinanze.

In questo modo, potrai vedere quali sono i negozi presenti nelle tue immediate vicinanze che dispongono dei prodotti che hai cercato. Ma anche l’indirizzo dello store in questione e la distanza dal punto in cui ti trovi.

Prezzi inferiori

Grazie a questo sistema, i prodotti che ti interessano li puoi acquistare direttamente nel negozio vicino a casa. E, in questo modo anche il prezzo finale di ogni cibo è ridotto.

Le spese di spedizione all’estero, come ben sai, in alcuni casi possono risultare davvero molto onerose. Ma grazie a questo sistema si possono abbassare drasticamente, influendo ovviamente anche nel prezzo di ogni singolo articolo.

Contrastare la contraffazione

Una delle minacce più evidenti per le aziende agroalimentari italiane riguarda la contraffazione. Ossia la vendita di prodotti a cui viene dato un nome che ha un suono italiano ma che di Made in Italy non ha nulla. Questo stratagemma, però, può essere fuorviante per un occhio straniero inesperto, che può “cadere in trappola” e acquistarlo convinto che sia un cibo italiano.

Grazie all’app Mamma Italia, però, viene promosso l’export dei prodotti enogastronomici italiani. Così, qualsiasi produttore avrà la possibilità  di vendere i propri articoli oltre confine, inserendosi in un processo che punta tutto ad altissimi livelli di qualità .

La versione desktop

Sicuramente l’utilizzo dello smartphone può risultare molto utile per lo shopping. Ti segnalo, tuttavia, che Mamma Italia non è presente solo nella versione app, ma anche per desktop. Ti basterà accedere al sito Mamma Italia Shop e in pochi clic il gioco è fatto.

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Basilico in vaso: i 10 trucchi per tenerlo in vita a lungo

Il basilico in vaso è una pianta aromatica che generalmente fa capolino nei balconi delle nostre case con l’arrivo della bella stagione. E, d’altronde, se si è degli amanti della buona cucina, non si può di certo fare a meno di un sapore così fresco e genuino per i nostri piatti estivi.

Eppure, nonostante la coltivazione di questa pianta possa sembrare molto semplice in un primo momento, basta un attimo che le foglie diventino gialle e che si secchino irrimediabilmente. Ecco di seguito, quindi, i 10 trucchi per tenere in vita a lungo il basilico in vaso.

1. Dividere le piantine

Se il tuo obiettivo è quello di avere questo ingrediente a disposizione per tutta l’estate acquistando solo una pianta di basilico in vaso, ti consiglio di trasferire il contenuto del recipiente con cui l’hai acquistato in un altro più consono. Prima di effettuare questo passaggio, però, sarebbe meglio dividere la terra in modo che per ogni zolla ci siano due o tre piantine.

Questo vegetale, infatti, tende a crescere in modo molto rigoglioso. Ti basterà piantare ogni zolletta in un vaso con del terriccio naturale per veder crescere moltissime nuove foglie nel giro di pochi giorni. L’unica attenzione è quella di tenere una distanza di circa 10 centimetri.

LEGGI ANCHE: Trapiantare una pianta da vaso a terra: come fare?

2. Il vaso

Se hai acquistato il tuo basilico in vaso al supermercato o dal vivaio poco cambia. Grande attenzione deve essere posta al vaso. Una volta arrivati a casa, sarebbe meglio trasferire la pianta in un recipiente in terracotta, meglio se sopra ad una base di argilla espansa (che aiuta ad evitare il ristagno di acqua).

3. Quanta acqua?

Non esiste una regola fissa. Bisogna andare a occhio. Ma, soprattutto, verificare la situazione della terra prima di bagnarla. Sporcati il dito e tasta il terreno. Se è ancora umido, allora puoi aspettare ad abbeverare la piantina. Se è secco, invece, è bene dosare l’acqua. A tal proposito, meglio un po’ di acqua tutti i giorni che annegare il basilico in vaso una volta a settimana. In questi caso

4. Quando innaffiare il basilico in vaso?

Il momento migliore della giornata per innaffiare il basilico in vaso è la mattina, perché l’aria è ancora fresca e la pianta assorbirà  solo la quantità necessaria, senza rischiare di bruciare le radici. In questi casi, va benissimo utilizzare un tradizionale innaffiatoio. Ma, in caso, anche un nebulizzatore va bene ugualmente.

5. Eliminare i sottovasi

Uno dei pericoli più rischiosi per la vita delle piante sono i sottovasi. In particolare modo per il basilico in vaso. Altrimenti rischierai che l’acqua ristagni nel fondo e che le radici della nostra pianta aromatica marciscano nell’arco di qualche giorno.

6. Terriccio

Per mantenere in vita a lungo la nostra pianta aromatica sarebbe meglio aggiungere alla terra almeno una volta ogni dieci giorni del concime organico (qui puoi trovare l’approfondimento Compost fai da te: come realizzarlo in casa?). In questo modo donerai gradualmente alla terra le sostanze nutritive necessarie a far crescere rigoglioso il basilico in vaso.

7. Esposizione

La scelta dell’esposizione è fondamentale affinché la nostra pianta aromatica sopravviva a lungo. Se scegli di metterla dentro casa, quindi, è preferibile scegliere una posizione luminosa. Se, invece, decidi di optare per il balcone o il giardino, allora meglio un posticino ombreggiato e distante dalle correnti di aria.

8. Togliere i fiori

Fai attenzione ad eliminare i fiori non appena escono. A meno che la tua idea non sia quella di utilizzare la pianta per creare dei semi da coltivare la prossima stagione, devi recidere i fiori del basilico in vaso. In questo modo cresceranno in modo rigoglioso solo le foglie.

9. Protezione dalle lumache

Le lumache adorano il basilico. La cosa migliore per difendere la nostra pianta aromatica dall’incursione di questi animali, è quella di mettere in superficie uno strato di guscio d’uovo sbriciolato (ma non troppo!). Facendo così, la lumaca si taglierà  con i bordi e, di conseguenza, si allontanerà , lasciando in pace le foglie.

10. Quali foglie togliere?

Veniamo ora all’aspetto che riguarda le foglie: meglio togliere prima quelle sotto o quelle sopra? L’ideale sarebbe recidere partendo dall’alto. In questo modo, la pianta sarà  comunque propensa a rinfoltire le foglie dalla base.

Foto di monicore da Pexels

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Asparagi selvatici: come raccoglierli e cucinarli

Gli asparagi selvatici sono i germogli di una pianta che prende il nome di asparigina. Il loro aspetto è molto simile agli asparagi tradizionali, anche se lo stelo molto spesso di presenta sottile e il colore verde del gambo prende delle sfumature viola vicino alla punta.

Ma questi ortaggi sono perfetti anche da utilizzare in cucina. Basti pensare che già il famoso chef Pellegrino Artusi all’interno del libro La scienza in Cucina e l’Arte di mangiare bene ne apprezzava le loro qualità e il loro gusto.

Ma cerchiamo di capire di seguito qual’è il periodo giusto per la raccolta, dove trovarli, come conservarli e come cucinarli.

Qual è il periodo degli asparagi selvatici?

Il periodo perfetto per la raccolta degli asparagi selvatici è la primavera. Con l’arrivo delle belle giornate di marzo, infatti, questi germogli iniziano ad essere abbastanza morbidi da non richiedere lunghe cotture.

Da fine marzo a fine giugno, avrai la possibilità di approfittare di una bella passeggiata all’aria aperta per scandagliare boschi e prati incolti per raccogliere queste prelibatezze.

Dove si possono trovare gli asparagi selvatici?

In Italia è possibile trovare diverse varietà di asparagi selvatici spontanei. Uno di questi è l’Asparagus stipularis, che si presenta con un colore molto scuro, in alcuni casi tendente addirittura al nero. Cresce fino ai 500 metri di altitudine generalmente sulle coste di Sicilia e Sardegna. Ma anche a Lampedusa.

L’asparagus Albus, invece, ha un aspetto formato da steli bianchi e spine dure. Si trova con una certa frequenza fino ai 1000 metri di altitudine, soprattutto in Sardegna, Sicilia e Calabria.

L’asparagus Actifolius, infine, è quello di colore verde, molto diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Cresce fino a 1300 metri di altitudine e preferisce, generalmente, svilupparsi su terreni incolti e boschi.

Come raccogliere gli asparagi?

La raccolta degli asparagi selvatici avviene quando lo stelo è lungo più di 12 centimetri dal suolo. Il taglio dovrebbe essere effettuato con l’aiuto di un coltellino e ad un paio di centimetri sotto terra. In alternativa, è possibile trovare in commercio anche un attrezzo apposito per la raccolta di questi ortaggi: stiamo parlando degli Cogli Asparagi.

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A causa dei comportamenti irrispettosi dei raccoglitori negli anni passati, alcune regioni hanno emanato dei regolamenti che fissando una quantità massima di raccolta per persona. Prima di procedere con la ricerca di queste sfiziosi, quindi, è bene verificare che non sia necessario un opportuno tesserino.

Come pulire gli asparagi selvatici?

La prima cosa da tenere a mente quando si ha a che fare con gli asparagi selvatici appena raccolti, riguarda la loro pulizia. Essendo un prodotto che si coglie dal suolo, è necessario innanzitutto lavarlo sotto un getto di acqua corrente, privandolo così dello sporco e di eventuali residui di terra.

A questo punto, non rimane che pareggiare la loro lunghezza e recidere la parte che, al tatto, sembra più legnosa. Elimina poi la parte esterna del gambo più dura, tenendo solo il cuore più tenero. Per rendere più facile questa operazione, puoi pure utilizzare un pelapatate.

Come si congelano gli asparagi selvatici

Nel caso in cui tu non voglia cucinarli immediatamente, puoi pulire gli asparagi selvatici e poi farli sbollentare per qualche minuti finché non diventano morbidi. Al dente, intendo, non stracotti. Toglili quindi dalla cottura e mettili da parte a freddare.

Una volta a temperatura ambiente, asciugali tamponandoli con un panno pulito da cucina e riponili nei sacchetti per il freezer. Il consiglio è quello di consumarli entro i successivi 3 o 4 mesi.

Come cuocerli a vapore

La cottura al vapore degli asparagi selvatici è probabilmente quella più conosciuta. Una volta puliti e pareggiati, ti basterà raccoglierli in un mazzo e legarli con un elastico. A questo punto immergili in una pentola con acqua salata già bollente e cuocili finché non inizieranno a piegare il capo.

Una volta che avrai verificato che il livello di cottura raggiunto sia di tuo gradimento, puoi toglierli dalla pentola e metterli a freddare sotto un getto di acqua corrente per qualche istante.

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Come cuocerli al forno e al cartoccio

Gli asparagi selvatici possono anche essere cotti al forno. Ti basterà riporli all’interno di una pirofila precedentemente unta con del burro. Condiscili con un filo di olio e del parmigiano grattugiato, quindi cuoci per 20 minuti a 170 gradi.

Puoi provarli anche al cartoccio, racchiudendoli in un foglio di alluminio con una fetta di pancetta affumicata e mettendo a cuocere il tutto nel forno a 180 gradi per 25 minuti circa.

Come cuocerli al burro 

Questa ricetta è tra le più amate e semplici da eseguire. Ti basterà farli sbollentare per qualche minuto, finché non diventano morbidi. A questo punto, mettili a riposare sopra ad un panno carta, finché non avranno perso gran parte della loro acqua di cottura.

Nel frattempo, in una padella antiaderente fai sciogliere una noce di burro insieme a della noce moscata. Condisci gli steli con questa salsa dopo averli adagiati sopra ad un piatto da portata. Per dare loro ancora più gusto, ricoprili con un po’ di parmigiano grattugiato e mettili in forno a gratinare per una decina di minuti.

Foto di Nataliya Vaitkevich da Pexels

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Ricetta crepes salate e dolci

La ricetta per le crepes fa parte delle preparazioni base a casa nostra vengono preparate con una certa frequenza. Diciamo che non servono occasioni speciali per prepararle. Anzi, ogni occasione è quella giusta.

Se sei alla ricerca di una ricetta per le crepes che sia veloce da preparare e con le dosi perfette, allora sei capitato nel posto giusto. Ecco come le preparo io. Sia nella versione dolce che salata.

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Le origini delle crepes

Le crepes vedono le proprie origini già diversi secoli fa, anche se l’attuale preparazione a base di farina di frumento si è diffusa in tutta Europa solo nel IX secolo. E’ solo di recente che per l’impasto si è iniziato ad utilizzare il latte. Pensa che nel Medioevo l’ingrediente liquido era rappresentato da acqua e vino!

Questa pietanza è un piatto tradizionale francese, simbolo di amicizia e alleanza. Nei secoli scorsi l’usanza da parte dei mezzadri era di regalarla al proprio padrone. Venivano messe in tavola il 2 febbraio, in occasione della Candelora. E’ proprio in questo giorno, infatti, che nel V secolo alcuni pellegrini francesi furono accolti da papa Gelasio I. E, una volta tornati a casa, diffusero la ricetta.

Come preparare le crepes salate

La ricetta delle crepes salate che preparo a casa è davvero molto semplice e permette di realizzare in una manciata di minuti un impasto vellutato e pronto all’uso.

Ingredienti:

  • latte, 500 ml
  • farina, 250 gr
  • uova, 3
  • sale, una presa
  • olio, un filo

Preparazione:

Versa in una ciotola abbastanza capiente e dai bordi alti le uova e il latte, quindi inizia a mescolare questi due ingredienti con una frusta, finché non saranno completamente amalgamati. A questo punto, incorpora al composto appena preparato una presa di sale e la farina 00 che verserai a pioggia, sempre continuando a mescolare. Altrimenti rischi che si formino i grumi. Una volta ottenuto un impasto liscio ed omogeneo, copri il tutto con la pellicola trasparente e metti in frigorifero a riposare per un’oretta.

Trascorso il tempo indicato, togli dal frigo il contenitore e rimuovi la pellicola, quindi posizionala vicino al fornello. Ungi ora una padella antiaderente (meglio se una piastra in ghisa) con un filo di olio. Per fare in modo che tutta la superficie sia unta a sufficienza, fatti aiutare con un pezzo di carta assorbente.

Scalda ora la pentola e, mantenendo sempre una fiamma vivace, versa un minestro da cucina di impasto nel centro della padella. Fai in modo, poi, che la pastella ricopra in modo omogeneo tutta la superficie della pentola. Una volta che la base si sarà cotta a dovere (te ne accorgi perché si stacca facilmente dalla padella) cuoci anche l’altro lato allo stesso modo. Una volta che entrambi i lati sono cotti, togli la crepe dal fuoco e riponila sopra ad un piatto.

Prosegui in questo modo con il resto dell’impasto finché non sarà terminato.

Come preparare le crepes dolci

La ricetta per le crepes dolci è molto simile a quella per la versione salata che abbiamo appena visto. I passaggi della preparazione sono i medesimi. L’unica attenzione che bisogna avere, riguarda le materie prime necessarie.

Ingredienti:

  • uova, 3
  • latte, 500 ml
  • farina, 250 gr
  • olio, un filo
  • sale, una presa
  • zucchero a velo, q.b.

Preparazione:

Versa in una ciotola abbastanza capiente il latte, le uova e la farina a pioggia, quindi mescola fino ad ottenere una pastella liscia, omogenea e priva di grumi. A questo punto ricopri il recipiente con della pellicola trasparente e metti a riposare il tutto in frigorifero per almeno un’oretta.

Trascorso il tempo indicato, togli il contenitore dal frigo e versa un mestolo di impasto sopra ad una padella che avrai precedentemente unto con un filo di olio. Non appena un lato sarà abbastanza cotto da staccarsi dal fondo, capovolgi la crepe e cuocila anche nell’altro lato. Prosegui in questo modo fino al completo esaurimento dell’impasto. Prima di servire, ricopri i tuoi dessert con abbondante zucchero a velo.

Foto di Elly Fairytale da Pexels

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Casetta per uccellini: come attirarli in giardino?

Se a casa hai a disposizione un piccolo angolo verde, come un terrazzo o un giardino, ti sarà sicuramente capitato di pensare a installare una casetta per uccellini.

A me, personalmente, è sempre piaciuta l’idea di creare un punto di riposo e di ristoro per i volatili di passaggio. Ma anche per le mamme che stanno ancora covando le uova e hanno bisogno di sentirsi protette. E’ così che quest’anno, dopo i vari lavori di giardinaggio, ne ho acquistata una.

Ma come si sceglie una casetta per gli uccellini? Qual’è il posto migliore dove posizionarla in giardino? E come fare per attirarli nel proprio giardino? Lo scopriamo di seguito.

Come scegliere la posizione perfetta in giardino?

Prima di acquistare una casetta per uccelli è bene identificare la tipologia di volatili che si ha intenzione di attirare. Questi animali, infatti, sono molto esigenti riguardo al posto dove posizionare il proprio nido. Un’abitazione dal design fighissimo, quindi, potrebbe non essere gradita se non è della grandezza giusta o con un foro di entrata della misura ideale.

Lo stesso discorso vale anche per la location. Alcuni “uccelli da cortile” amano stare all’aperto, mentre altri preferiscono una posizione più riparata, meglio se tra gli alberi, dove poter deporre con tranquillità le proprie uova.

Quale modello scegliere?

Come abbiamo potuto capire, quindi, ogni volatile è fatto a modo suo e ha le sue preferenze. Ma qual’è il modello da acquistare, quindi? Ecco di seguito quelli più diffusi, suddivisi sulla base della tipologia di uccellino:

  • casetta per uccellini che pende da un ramo, particolarmente indicata per cince e scriccioli;
  • casetta sopra ad un palo, ideale per attirare rondini e uccelli azzurri;
  • casetta da mettere sopra ad un ramo per pettirossi, picchi e gufi rossi

Dove posizionare la casetta per gli uccellini?

Passiamo ora al nocciolo cruciale della questione, ossia dove posizionare la casetta per gli uccellini. Una volta che avrai deciso l’angolo del giardino o del balcone da destinare al ristoro dei volatili, è indispensabile collocarla nell’angolazione giusta. In questo modo, infatti, potranno correre al riparo al suo interno molto velocemente e proteggere i propri piccoli in assoluta tranquillità.

La cosa migliore sarebbe quella di appendere la casetta di nidificazione per gli uccellini dal ramo, lasciandola comunque penzolare ad almeno un metro e mezzo da terra. E, preferibilmente, lontano dal tronco, così sarà protetta dall’attacco di gatti o altri piccoli predatori.

Il foro di ingresso dell’abitazione deve avere almeno un metro di spazio attorno a sé. Così per i volatili risulterà più semplice riuscire a far volare gli insetti all’interno del nido.

Grande attenzione deve essere fatta nei confronti del vento. L’accesso alla casetta per uccellini, deve essere posizionato distante dall’angolazione di vento prevalente. Nelle regioni più fredde è consigliabile posizionare la facciata verso sud-sud est, in modo che rimanga per quanto più tempo possibile esposta al sole.

Quando allestire un nido artificiale?

Qual’è il periodo migliore per preparare la tua casetta per uccellini in giardino o in balcone? Sicuramente poco prima dell’inizio della primavera. Meglio ancora se durante il mese di marzo, periodo in cui i volatili iniziano a cercare la loro anima gemella con cui accoppiarsi. E, di conseguenza, a breve avranno bisogno di un nido dove deporre le uova.

In questi casi una buona regola è quella di attrezzarsi in anticipo e posizionare la casetta per uccellini qualche settimana prima, cosicché i volatili che gironzolano vicino a casa tua iniziano ad abituarsi a questo novità.

Il materiale più diffuso con cui vengono realizzate è in legno. A tal proposito consiglio di evitare l’utilizzo di vernici o solventi chimici la cui puzza, altrimenti, terrebbe distante i volatili. Se proprio indispensabile, comunque, la vernice va utilizzata solo nelle pareti esterne e stesa qualche giorno prima dell’installazione in modo che l’odore sia svanito.

I trucchi per un casetta perfetta

Nel caso in cui il modello che hai acquistato ne fosse sprovvisto, ti consiglio di coprire il nascondiglio con una chiusura a tettuccio, in modo da evitare anche ai predatori più intelligenti di entrare con le zampe nel nido.

Un altro consiglio utile da adottare in questi casi, è quello di realizzare tre o quattro fori con un trapano nel pavimento della casetta per uccellini. In questo modo potrai evitare eventuali ristagni di acqua provocati da forti temporali. Ottima anche l’idea di posizionare sul tetto una striscia di gomma impermeabile.

Cosa mettere nella mangiatoia per gli uccellini?

Anche qui non esiste una risposta che vada bene per tutti. Diciamo piuttosto che la scelta della tipologia di cibo da mettere nella mangiatoia della casetta per uccellini sarà determinante per l’arrivo di una specie di uccellino rispetto ad un’altra.

Ecco quali sono gli alimenti da scegliere in base agli uccellini che vuoi attirare:

  • semi di canapa e mais tritato per fringuelli, cardellini e verdoni;
  • semi di girasole per fringuelli, cinciallegre e verdoni;
  • frutta secca per le cince;
  • frutta fresca per pettirossi, cinciallegre, tordi e merli;
  • grasso e carne per pettirossi, cince, tordi e merli

Foto di Brian Forsyth da Pexels

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Come coltivare patate in casa?

Hai deciso di coltivare le patate in casa ma non sai da che parte iniziare? Allora sei capitato nel posto giusto. Quello che andremo a scoprire oggi è come far crescere questo tubero nell’orto. E, se non hai a disposizione uno spazio verde, poco importa. Va bene anche in vaso. Ma vediamo come fare.

Come coltivare le patate nell’orto?

Coltivare le patate nell’orto è davvero molto semplice e richiede pochissime accortezze. Una volta che avrai piantato i tuberi nella terra, infatti, avrai solo da occuparti dell’irrigazione e del rincalzo.

Il primo rincalzo viene effettuato di norma dai 15 ai 20 giorni dopo la semina e, più nello specifico, quando compariranno le prime due foglioline verdi. Il tuo compito è quello di coprirle rincalzandole con un po’ di terra. In questo modo potrai eliminare le prime erbe infestanti e obbligherai la pianta ad allungare il suo stelo e, di conseguenza, ad aumentare la sua produzione di patate.

Il secondo rincalzo verrà effettuato dopo circa 30 giorni e prevede che sopra al seme vengano posizionati circa 30 centimetri di terra. In questo modo i tuberi che crescono nel sottosuolo verranno protetti da eventuali raggi del sole.

Come si prepara il terreno per la semina delle patate?

Prima di procedere con la semina di questo tubero, è bene preparare il terreno, per agevolare la crescita delle piante e la produzione di questi diffusissimi vegetali.

La cosa migliore da fare in questi casi è quella di smuovere il terreno con l’aiuto di una vanga, soprattutto se troppo impaccato o secco. Ridurlo in zolle più soffici, sicuramente aiuterà alla crescita delle radici.

Per ottenere una resa migliore, ti consiglio di svolgere questa operazione almeno un mese prima della semina. Aggiungere dello stallatico maturo alle zolle, aiuterà la terra ad assorbire i nutrienti giusti per lo sviluppo delle piante.

Come coltivare le patate in vaso?

Coltivare le patate in vaso è davvero molto semplice e ti permette di ottenere una produzione rigogliosa e del tutto bio. Ma qual’è il sistema migliore per far crescere queste piante senza troppa fatica?

Innanzitutto è indispensabile recuperare un vaso da almeno 50 lt. Le dimensioni sono molto importanti in questo caso, poiché la crescita delle patate avviene sotto terra. Un recipiente troppo piccolo, potrebbe quindi comprometterne la produzione.

Una volta recuperato il recipiente, versa nel fondo circa 3 centimetri di argilla espansa, quindi riempilo per un quarto di terriccio. A questo punto non ti rimane che piantare le piantine mantenendo una distanza tra loro di circa 35 cm. Innaffia poi per bene. Non dimenticare di seguire anche in questo caso le indicazione del rincalzo che ti ho segnalato nel precedente paragrafo. Nel caso di coltivazione in vaso, potrai aggiungere del terriccio.

Come si piantano le patate germogliate?

Coltivare le patate germogliate è davvero molto semplice. Tieni come riferimento la grandezza di ogni singolo tubero: se ne hai uno abbastanza grande (almeno 50 grammi di peso) puoi dividerlo ricordandoti, però, che in ogni pezzo devono esserci sempre almeno due gemme.

I tuberi devono essere posizionati nel terreno facendo attenzione che i germogli puntino verso l’alto. Fatti poi aiutare da una zappa per tracciare un solco abbastanza profondo (10 centimetri vanno benissimo). Posiziona quindi le patate mantenendo tra loro una distanza di circa 25/30 cm l’una dall’altra.

Tra una fila e l’altra, ricorda di tenere una distanza di almeno 70 centimetri, altrimenti non avrai lo spazio (e la terra) necessario per fare il rincalzo. Non dimenticare, inoltre, che le patate crescono sotto terra e, pertanto, una coltivazione troppo fitta potrebbe portare a una minore circolazione di aria tra le piante ed una conseguente formazione di malattie.

Che tipo di concime si usa per le patate?

Se vuoi coltivare le patate in modo biologico e, quindi, il tuo obiettivo è quello di fare in modo che il terreno sia rigoglioso senza l’impiego di additivi chimici, puoi utilizzare come fertilizzante del compost fai da te oppure dello stallatico maturo (va bene sia equino che bovino). L’humus di lombrico è un’altra alternativa che dà ottimi risultati.

Per aumentare le quantità di potassio del terreno, invece, puoi utilizzare della cenere di legna (ma in quantità moderate), stallatico pellettato oppure il concime di borlanda.

Se ti dovessi accorgere che la pianta ha delle specifiche carenze, invece, puoi farti aiutare con del solfato di potassio e magnesio oppure delle farine di roccia.

Come si fa a capire quando si possono raccogliere le patate?

Per capire se la nostra produzione di patate è pronta, il trucco è quello di controllare la buccia. Se strofinandola non si stacca, allora significa che i tuberi sono pronti.

Un altro sistema per capire se è arrivato il momento giusto per procedere con la raccolta, è quello di controllare la pianta: se inizia ad ingiallire, significa che gli ortaggi sono abbastanza maturi per essere tolti dal terreno.

Foto di Kristina Paukshtite da Pexels

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Compost fai da te: come realizzarlo in casa?

Il compost fai da te è un ottimo sistema per trasformare moltissimi rifiuti che produciamo tutti i giorni in cucina in un ottimo concime organico da dare alle nostre piante.

Ma come si può realizzare in casa? Quali sono i materiali da utilizzare e quali, invece, è meglio evitare? E’ meglio acquistare una compostiera oppure realizzarne una fai da te?

Come fare il compost fai da te?

Il compost fai da te è un modo molto semplice ed immediato per riciclare i rifiuti alimentari che scartiamo ogni giorno in cucina e trasformarli in un eccellente concime naturale per le piante del giardino o del balcone.

Ma quali sono gli elementi che possiamo compostare? Vanno benissimo per l’occasione:

  • resti vegetali: foglie di insalata, bucce di patate e carote, avanzi di zuppe e minestre;
  • fondi di caffè;
  • pane raffermo;
  • bustine di the o foglie di tisane;
  • paglia;
  • residui di potatura;
  • foglie secche;
  • stoffe naturali (cotone, lino, lana, canapa);
  • fazzoletti di carta

E’ possibile gettare nella compostiera, ma con molta più moderazione, anche:

  • gusci d’uovo
  • piccole quantità di cenere
  • lettiere di cane e gatto (se sani e privi di patologie);
  • ossa sminuzzate;
  • materiali con olii essenziali (come agrumi o aghi di pino)

LEGGI ANCHE: Trapiantare una pianta da vaso a terra: come fare?

Cosa non va nel compost?

Se la tua idea è quella di realizzare un compost fai da te, devi comunque tenere a mente che ci sono elementi che dovrebbero essere evitati. E, quindi, non potrai riciclarli per il tuo terriccio organico.

Mi sto riferendo a materiali come:

  • vetro;
  • plastico;
  • lattine;
  • qualsiasi materiale trattato con vernici o colle;
  • carta patinata o stampata

Quanto tempo ci vuole per fare il compost?

Il compost fai da te è un’operazione che richiede una buona dose di pazienza. Se la tua idea è quella di gettare i materiali nel luogo preposto e sperare che dopo una settimana il tuo terriccio organico sia pronto per essere usato, ti stai sbagliando di grosso.

Il tempo necessario affinché i batteri, le muffe e gli insetti trasformino i nostri alimenti in ottimo concime naturale è di almeno 6 mesi. Ma le tempistiche potrebbero aumentare in modo esponenziale (fino a 9 o 12 mesi) in base alla tipologia di materiali utilizzati e alle loro dimensioni.

Come accelerare il compost?

Esistono dei trucchi molto semplici che possono aiutarti ad accelerare il compost fai da te e a fare in modo che si riduca il tempo di maturazione del concime organico:

  1. Le dimensioni dei materiali: cerca di sminuzzare il più possibile i resti alimentari che vuoi compostare;
  2. Proporzione secco e umido: se i materiali dovessero essere troppo umidi (come nel caso degli avanzi di cibo), aggiungi foglie o segatura non trattata. In caso contrario, ti consiglio di innaffiare con dell’acqua e mescolare. La proporzione migliore è di 2 parti umido e 1 di secco;
  3. Tieni chiuso il coperchio o, in alternativa, copri l’ultimo strato con del materiale secco;
  4. Utilizza degli acceleratori naturali

Come evitare l’odore della compostiera?

Dal momento che nella compostiera andremo a versare alimenti naturali che dovranno marcire prima di trasformarsi in concime organico, è indispensabile mettere in preventivo che quale odore ci sarà .

La soluzione migliore è quella di posizionare la compostiera in un luogo che non dia troppo fastidio. Come, ad esempio, un angolo del giardino o uno spazio del balcone non troppo vicino alle finestre.

Nel caso in cui la puzza dovesse diventare difficile da tollerare, ti consiglio di fare attenzione alle proporzioni che citavo prima. Ossia due parti di umido e una di secco. All’occorrenza, quindi, aggiungi foglie secche e legnetti oppure innaffia con dell’acqua.

Quali compostiere utilizzare?

Esistono diverse tipologie di compostiere da utilizzare per l’occasione. Prima di procedere all’acquisto, tuttavia, è bene verificare quale sia il modello migliore in base alle proprie esigenze.

Compostiera da giardino

In materiale plastico

Le compostiere da giardino in materiale plastico sono quelle più diffuse in commercio. La loro forma è molto simile a quella di un cassonetto e l’apertura è posta sulla parte superiore. La posizione migliore in cui metterla è in luogo non troppo esposto al sole in estate (altrimenti rischierai che si secchi tutto con le alte temperature) e in un posto mite in inverno (altrimenti i microrganismi non potranno procedere con la loro attività).

In legno

Si tratta di un cassone realizzato completamente in legno, al cui interno si possono gettare gli elementi da compostare. L’unica pecca di questo box è che non è dotata di coperchio e, di conseguenza, è necessario ricoprire sempre il tutto con dei sacchi in tela o con del materiale secco, onde evitare incursioni di animali.

Compostiera da balcone

Le compostiere da balcone sono generalmente in materiale plastico ma differiscono da quelle per il giardino per le dimensioni piuttosto contenute. Prima di posizionare il box in terrazzo, è opportuno valutare la possibilità di mettere un sottovaso, in modo da evitare eventuali perdite di liquidi provenienti dagli avanzi di cibo o, comunque, da materiale umido.

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Imbiancare casa fai da te: 7 trucchi che devi assolutamente conoscere

L’arrivo della bella stagione fa venire in automatico anche la voglia di rinnovare la propria abitazione. E cosa c’è di meglio, quindi, che imbiancare casa? Soprattutto se i muri si sono rovinati o le vecchie tinte hanno perso il loro smalto. Ma anche se i vostri bambini le hanno sporcate con i pennarelli.

Quelli che andiamo a vedere oggi, quindi, sono i migliori trucchi per tinteggiare le pareti e farle tornare belle come prima. Il tutto, ovviamente, in perfetto stile fai te.

Cosa fare prima di imbiancare casa?

La primissima cosa da fare prima di imbiancare casa è quella di sistemare le pareti. Una volta che avrai passato il colore definitivo, infatti, ogni minimo lavoro di manutenzione potrebbe rovinare il risultato appena ottenuto.

Prima di prendere in mano il pennello, quindi, ti consiglio di studiare bene ogni singola parete e cercare di capire quali siano gli interventi che bisogna assolutamente fare. Come, ad esempio, stuccare il muro, eliminando l’eventuale presenza di buchi con l’apposito materiale che livella bene la parete.

Altra accortezza da tenere a mente prima di pitturare le pareti, è quella di togliere la muffa in casa. Realizza il trattamento opportuno ed elimina le macchie di umidità che si sono create nelle pareti e attorno agli infissi. O, quanto meno, cerca di togliere il più grosso. Per ottenere un risultato più definito, andrai ad agire in seguito eliminando anche la più piccola ombra con una bella passata di bianco.

LEGGI ANCHE: Dove trovare gli scatoloni di cartone per il trasloco gratis?

Cosa si mette prima di pitturare?

Innanzitutto prima di mettersi all’opera per imbiancare casa è necessario preparare tutto l’occorrente. In questo modo avrai a disposizione tutto il materiale che ti serve sin dalla prima spennellata. Ed eviterai inutili perdite di tempo. Come andare alla ricerca dei teli a metà del lavoro.

Ecco alcune cose che non possono assolutamente mancare:

  • galloni di vernice
  • fissativo (o aggrappante)
  • vernice antimuffa
  • pennelli di varie dimensioni
  • rullo
  • carta di giornale
  • teli di cotone (vanno bene anche le lenzuola vecchie da buttare)
  • scotch carta
  • abbigliamento vecchio o da buttare

Una volta acquistato il materiale che non avevi già a disposizione a casa, inizia a preparare la stanza per la pittura. Copri i mobili con dei teli vecchi e realizza una copertura con i fogli di giornale per mettere al riparo battiscopa e pavimento. Grazie all’aiuto dello scotch carta, inoltre, puoi realizzare una bordura lungo tutti gli infissi. Ricorda bene che la copertura di qualsiasi cosa non è indispensabile ma, sicuramente, ti risparmierà un bel po’ di tempo in un secondo momento e ti eviterà di dover passare le ore a togliere gli schizzi di vernice da ovunque.

Sposta, infine, tavoli, sedie e mobili verso il centro della stanza. In questo modo, ti sarà più semplice avere tutto lo spazio di manovra di cui hai bisogno durante le operazioni di tinteggiatura. Ricorda bene che, in questi casi, più libertà di movimento hai e minore la quantità di tempo che impiegherai per ottenere il risultato sperato.

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  • 1 x pennello in pura setola bianca con manico in legno.
  • Generalmente utilizzato per pitture su pareti, a emulsione o applicazione di colla.
  • Manico in legno di faggio rigido modellato, completo di foro per appendere.

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Quando usare il fissativo sui muri?

Il fissativo è un prodotto in grado di rendere la vernice di un colore più intenso ed omogeneo. Grazie al suo utilizzo, ti risulterà più semplice stendere la pittura. In questo modo eviterai inutili sprechi di colore e perdite di tempo. Oltre ad un risparmio in termini di fatica non indifferente.

E’ sempre consigliabile l’utilizzo dell’aggrappante soprattutto nel caso in cui tu abbia di fronte una parete porosa. Questo prodotto, infatti, annullerà il difetto e uniformerà ogni eventuale imperfezione.Un’altra situazione ottimale per il suo utilizzo è quando hai a che fare con un muro del tutto nuovo. Anche in questo caso l’utilizzo del primer agevolerà una maggiore durata del risultato.

Nel caso in cui non ti trovassi di fronte a una parete nuova o ad una porosa, è meglio evitare l’uso dell’aggrappante. Altrimenti rischierai che la vernice coli lungo la parete, come se il primer fosse diventato una sorta di pellicola impenetrabile.

Parliamo ora di quantità. per un appartamento di circa 100 mq, ti basta una sola confezione da 5 litri di fissativo che, comunque, dovrai diluire con acqua. La proporzione di riferimento è 1 litro di acqua ogni 5 di primer.

Quanto tempo deve passare tra il fissativo e la pittura?

Come già detto in precedenza, l’utilizzo del primer non è da considerarsi una perdita di tempo. Anzi. Diciamo pure che in moltissimi casi ti permette di risparmiare un bel po’ di ore di lavoro. E, in molti casi, pure una mano di colore.

L’aggrappante in genere ha un tempo di asciugatura di circa 8 ore. In alcuni casi viene consigliato addirittura di attendere un giorno prima della stesura della pittura. Va detto, però, che se decidi di imbiancare casa quando fa caldo, i tempi si riducono drasticamente.

Lo scorso anno, ad esempio, noi abbiamo tinteggiato casa in primavera e, il tempo che ci abbiamo messo a stendere il primer su tutte le pareti della stanza, questo si era già asciugato.

Qual’è il periodo migliore per imbiancare?

Il periodo migliore per imbiancare casa è in primavera o in autunno. Le giornate, infatti, non sono così fredde da rendere la vernice troppo densa, né così calde da rendere il passaggio del pennello un’impresa utopistica. Qualche anno fa mi sono trovata costretta a tinteggiare una parete in estate ma le alte temperature non mi permettevano di stendere la pittura che si seccava non appena arrivava a contatto con il muro.

La giornata perfetta sarebbe di sole e con un leggero venticello che asciuga la vernice in un paio di ore. Ma se hai preso la giornata che piove non disperare. Non rischierai sicuramente di compromettere il risultato. Devi solo mettere in preventivo più tempo perché si asciughi il tutto.

Consiglio spassionato: per ottenere una pittura quanto più possibile omogenea, sarebbe meglio svolgere queste operazioni durante il giorno. Se, però, nel tempo che hai a disposizione non puoi godere della luce diurna, puoi sempre farti aiutare da alcuni fari per interno. Ma la mattina dopo controlla il risultato. Io, ad esempio, avevo saltato una striscia intera di parete. Ma con le lampadine mi sembrava tutto perfetto.

Quanto tempo ci vuole per imbiancare 100 mq?

Passiamo ora ad un aspetto logistico di non poco conto: il tempo. Se hai la fortuna di imbiancare casa durante le ferie dal lavoro o in occasione dei giorni di riposo, è una gran cosa. Ma se i tempi sono stretti e la disponibilità di tempo limitata, si fa quel che si può.

Prima di metterti all’opera, considera che ci sono delle tempistiche da rispettare tra una mano di colore e l’altra. Se vuoi stendere la vernice, infatti, devi sempre fare attenzione che la parete sia ben asciutta. E, in alcuni casi, tra una mano e l’altra possono essere necessarie anche 8 ore.

La qualità della pittura, inoltre, incide molto sul tempo di stesura della vernice nella parete. Non dimenticare, infine, che un muro senza porte, infissi o termosifoni può essere tinteggiato anche in 20 minuti. Se hai a che fare con ostacoli di vario genere, invece, devi prevedere anche delle rifiniture con un pennello dalle dimensioni più piccole che ti richiedono un investimento maggiore di tempo.

In linea di massima, tuttavia, per un imbiancare un appartamento di 100 mq puoi impiegare dai 5 ai 10 giorni. In base alla tua disponibilità di tempo, alla stagione che scegli e all’aiuto che riesci a farti dare dagli amici.

Quanto costa imbiancare casa fai da te?

Un ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è dato dal costo. Imbiancare casa fai da te è sicuramente più economico rispetto a chiamare un pittore professionista. C’è da dire, però, che se non si è sicuri di ottenere un buon risultato, forse è meglio investire il proprio denaro coinvolgendo un imbianchino. Altrimenti rischi un enorme dispendio di soldi e di fatica per qualcosa che, comunque, deve poi essere sistemato da qualcun altro.

Il costo di imbiancare casa fai da te dipende molto dalla pittura che si è deciso di stendere. Tuttavia, possiamo dire che il prezzo comprensivo dei materiali per un appartamento di 100 mq può andare dai 150 ai 400 euro.

Foto di Ivan Samkov da Pexels

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