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Imbiancare casa fai da te: 7 trucchi che devi assolutamente conoscere

L’arrivo della bella stagione fa venire in automatico anche la voglia di rinnovare la propria abitazione. E cosa c’è di meglio, quindi, che imbiancare casa? Soprattutto se i muri si sono rovinati o le vecchie tinte hanno perso il loro smalto. Ma anche se i vostri bambini le hanno sporcate con i pennarelli.

Quelli che andiamo a vedere oggi, quindi, sono i migliori trucchi per tinteggiare le pareti e farle tornare belle come prima. Il tutto, ovviamente, in perfetto stile fai te.

Cosa fare prima di imbiancare casa?

La primissima cosa da fare prima di imbiancare casa è quella di sistemare le pareti. Una volta che avrai passato il colore definitivo, infatti, ogni minimo lavoro di manutenzione potrebbe rovinare il risultato appena ottenuto.

Prima di prendere in mano il pennello, quindi, ti consiglio di studiare bene ogni singola parete e cercare di capire quali siano gli interventi che bisogna assolutamente fare. Come, ad esempio, stuccare il muro, eliminando l’eventuale presenza di buchi con l’apposito materiale che livella bene la parete.

Altra accortezza da tenere a mente prima di pitturare le pareti, è quella di togliere la muffa in casa. Realizza il trattamento opportuno ed elimina le macchie di umidità che si sono create nelle pareti e attorno agli infissi. O, quanto meno, cerca di togliere il più grosso. Per ottenere un risultato più definito, andrai ad agire in seguito eliminando anche la più piccola ombra con una bella passata di bianco.

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Cosa si mette prima di pitturare?

Innanzitutto prima di mettersi all’opera per imbiancare casa è necessario preparare tutto l’occorrente. In questo modo avrai a disposizione tutto il materiale che ti serve sin dalla prima spennellata. Ed eviterai inutili perdite di tempo. Come andare alla ricerca dei teli a metà del lavoro.

Ecco alcune cose che non possono assolutamente mancare:

  • galloni di vernice
  • fissativo (o aggrappante)
  • vernice antimuffa
  • pennelli di varie dimensioni
  • rullo
  • carta di giornale
  • teli di cotone (vanno bene anche le lenzuola vecchie da buttare)
  • scotch carta
  • abbigliamento vecchio o da buttare

Una volta acquistato il materiale che non avevi già a disposizione a casa, inizia a preparare la stanza per la pittura. Copri i mobili con dei teli vecchi e realizza una copertura con i fogli di giornale per mettere al riparo battiscopa e pavimento. Grazie all’aiuto dello scotch carta, inoltre, puoi realizzare una bordura lungo tutti gli infissi. Ricorda bene che la copertura di qualsiasi cosa non è indispensabile ma, sicuramente, ti risparmierà un bel po’ di tempo in un secondo momento e ti eviterà di dover passare le ore a togliere gli schizzi di vernice da ovunque.

Sposta, infine, tavoli, sedie e mobili verso il centro della stanza. In questo modo, ti sarà più semplice avere tutto lo spazio di manovra di cui hai bisogno durante le operazioni di tinteggiatura. Ricorda bene che, in questi casi, più libertà di movimento hai e minore la quantità di tempo che impiegherai per ottenere il risultato sperato.

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  • 1 x pennello in pura setola bianca con manico in legno.
  • Generalmente utilizzato per pitture su pareti, a emulsione o applicazione di colla.
  • Manico in legno di faggio rigido modellato, completo di foro per appendere.

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Quando usare il fissativo sui muri?

Il fissativo è un prodotto in grado di rendere la vernice di un colore più intenso ed omogeneo. Grazie al suo utilizzo, ti risulterà più semplice stendere la pittura. In questo modo eviterai inutili sprechi di colore e perdite di tempo. Oltre ad un risparmio in termini di fatica non indifferente.

E’ sempre consigliabile l’utilizzo dell’aggrappante soprattutto nel caso in cui tu abbia di fronte una parete porosa. Questo prodotto, infatti, annullerà il difetto e uniformerà ogni eventuale imperfezione.Un’altra situazione ottimale per il suo utilizzo è quando hai a che fare con un muro del tutto nuovo. Anche in questo caso l’utilizzo del primer agevolerà una maggiore durata del risultato.

Nel caso in cui non ti trovassi di fronte a una parete nuova o ad una porosa, è meglio evitare l’uso dell’aggrappante. Altrimenti rischierai che la vernice coli lungo la parete, come se il primer fosse diventato una sorta di pellicola impenetrabile.

Parliamo ora di quantità. per un appartamento di circa 100 mq, ti basta una sola confezione da 5 litri di fissativo che, comunque, dovrai diluire con acqua. La proporzione di riferimento è 1 litro di acqua ogni 5 di primer.

Quanto tempo deve passare tra il fissativo e la pittura?

Come già detto in precedenza, l’utilizzo del primer non è da considerarsi una perdita di tempo. Anzi. Diciamo pure che in moltissimi casi ti permette di risparmiare un bel po’ di ore di lavoro. E, in molti casi, pure una mano di colore.

L’aggrappante in genere ha un tempo di asciugatura di circa 8 ore. In alcuni casi viene consigliato addirittura di attendere un giorno prima della stesura della pittura. Va detto, però, che se decidi di imbiancare casa quando fa caldo, i tempi si riducono drasticamente.

Lo scorso anno, ad esempio, noi abbiamo tinteggiato casa in primavera e, il tempo che ci abbiamo messo a stendere il primer su tutte le pareti della stanza, questo si era già asciugato.

Qual’è il periodo migliore per imbiancare?

Il periodo migliore per imbiancare casa è in primavera o in autunno. Le giornate, infatti, non sono così fredde da rendere la vernice troppo densa, né così calde da rendere il passaggio del pennello un’impresa utopistica. Qualche anno fa mi sono trovata costretta a tinteggiare una parete in estate ma le alte temperature non mi permettevano di stendere la pittura che si seccava non appena arrivava a contatto con il muro.

La giornata perfetta sarebbe di sole e con un leggero venticello che asciuga la vernice in un paio di ore. Ma se hai preso la giornata che piove non disperare. Non rischierai sicuramente di compromettere il risultato. Devi solo mettere in preventivo più tempo perché si asciughi il tutto.

Consiglio spassionato: per ottenere una pittura quanto più possibile omogenea, sarebbe meglio svolgere queste operazioni durante il giorno. Se, però, nel tempo che hai a disposizione non puoi godere della luce diurna, puoi sempre farti aiutare da alcuni fari per interno. Ma la mattina dopo controlla il risultato. Io, ad esempio, avevo saltato una striscia intera di parete. Ma con le lampadine mi sembrava tutto perfetto.

Quanto tempo ci vuole per imbiancare 100 mq?

Passiamo ora ad un aspetto logistico di non poco conto: il tempo. Se hai la fortuna di imbiancare casa durante le ferie dal lavoro o in occasione dei giorni di riposo, è una gran cosa. Ma se i tempi sono stretti e la disponibilità di tempo limitata, si fa quel che si può.

Prima di metterti all’opera, considera che ci sono delle tempistiche da rispettare tra una mano di colore e l’altra. Se vuoi stendere la vernice, infatti, devi sempre fare attenzione che la parete sia ben asciutta. E, in alcuni casi, tra una mano e l’altra possono essere necessarie anche 8 ore.

La qualità della pittura, inoltre, incide molto sul tempo di stesura della vernice nella parete. Non dimenticare, infine, che un muro senza porte, infissi o termosifoni può essere tinteggiato anche in 20 minuti. Se hai a che fare con ostacoli di vario genere, invece, devi prevedere anche delle rifiniture con un pennello dalle dimensioni più piccole che ti richiedono un investimento maggiore di tempo.

In linea di massima, tuttavia, per un imbiancare un appartamento di 100 mq puoi impiegare dai 5 ai 10 giorni. In base alla tua disponibilità di tempo, alla stagione che scegli e all’aiuto che riesci a farti dare dagli amici.

Quanto costa imbiancare casa fai da te?

Un ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è dato dal costo. Imbiancare casa fai da te è sicuramente più economico rispetto a chiamare un pittore professionista. C’è da dire, però, che se non si è sicuri di ottenere un buon risultato, forse è meglio investire il proprio denaro coinvolgendo un imbianchino. Altrimenti rischi un enorme dispendio di soldi e di fatica per qualcosa che, comunque, deve poi essere sistemato da qualcun altro.

Il costo di imbiancare casa fai da te dipende molto dalla pittura che si è deciso di stendere. Tuttavia, possiamo dire che il prezzo comprensivo dei materiali per un appartamento di 100 mq può andare dai 150 ai 400 euro.

Foto di Ivan Samkov da Pexels

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Muffa in casa: come fare?

La muffa in casa è un problema abbastanza diffuso. Soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Se hai notato che negli angoli dei muri o nelle pareti si stanno formando degli aloni neri di piccole o medie dimensioni, devi intervenire prontamente.

Le muffe, infatti, sono dei funghi che si riproducono attraverso il rilascio di spore. Meglio cercare di risolvere il problema appena si presenta, piuttosto che procrastinare e rischiare che nell’arco di qualche giorno le pareti di casa diventino completamente nere.

Quali sono le cause della muffa sui muri?

Prima di capire come risolvere il problema della muffa sui muri, bisogna cercare di capire quali siano le cause del suo formarsi. Una volta che si è identificata la precisa condizione per la sua crescita, sarà anche più semplice debellarla una volta per tutte.

Le situazioni che agevolano la nascita e la diffusione della muffa sono:

  • Presenza di umidità (che può arrivare dall’esterno o dall’interno dell’abitazione, ma può essere dipesa anche dalla condensa o da scarsa areazione);
  • Temperatura della stanza compresa tra i 5 e i 35 gradi;
  • Ph compreso tra i 2 e i 22;
  • La stanza rimane spesso al buio;
  • Quantità di umidità sufficiente (ad alcune varietà basta anche solo il 72%);
  • Ossigeno (ne basta anche solo lo 0,14% e nell’aria ne è presente il 20,9%)

Come evitare la muffa in camera?

Come fare per evitare la muffa in casa? A dire il vero, bastano pochi e semplici accorgimenti per evitare che i muri si anneriscano velocemente e per fare in modo che non ci sia formazione di condensa. Eccone alcuni che ti consiglio di seguire:

  1. Ventilare la stanza per almeno 5 minuti al giorno;
  2. Evitare che tra una stanza e l’altra della casa ci sia un’escursione termica superiore ai 3 gradi;
  3. Raccogliere immediatamente eventuali perdite di acqua nei muri o nel pavimento;
  4. Tenere chiuse le finestre in caso di pioggia;
  5. Scongiurare la formazione di condensa (se, ad esempio, stai cucinando, tieni aperta la finestra per agevolare la fuoriuscita del vapore);
  6. Non posizionare i tappeti vicino a sorgenti di acqua (come, ad esempio, vasca da bagno, rubinetti o lavabi)

Come eliminare l’odore di muffa?

Se nella tua casa senti quel perenne e fastidiosissimo odore di muffa, non dimenticarti che è possibile toglierlo in due semplici e facili passaggi. Innanzitutto cerca di areare il più possibile la stanza.

Nel frattempo, ti consiglio di preparare un rimedio naturale molto efficace in queste situazioni. Versa del bicarbonato di sodio all’interno di una ciotola e posizionala all’interno della camera dove c’è odore. Lascia il recipiente lì per almeno 24 ore. La polvere bianca, infatti, nell’arco di una giornata assorbirà il cattivo odore.

Come togliere le macchie di muffa dalle pareti?

Quelli che andiamo a vedere di seguito sono dei rimedi naturali molto utili per eliminare la muffa da casa. Ci tengo a precisare che, trattandosi di rimedi della nonna, risultano efficaci nel caso in cui il problema viene gestito in modo tempestivo. Una volta tolti eventuali aloni, poi, potrai procedere dando le tinte ai muri (Leggi anche: Imbiancare casa fai da te: quanto costa e come fare?)

Aceto

L’aceto di vino bianco viene spesso impiegato in casa come rimedio naturale per la pulizia. Perfetto, inoltre, anche per disinfettare le superfici. Ma forse non sai, che questo prodotto può tornare molto utile anche per combattere la muffa in casa. Ogni 4 mesi circa, realizza un composto a base di acqua e aceto, trasferiscilo all’interno di un contenitore e poi spruzzalo nei muri. In questo modo potrai disinfettare le pareti ed eliminare i batteri che provocano la formazione della muffa.

Bicarbonato di sodio

Anche il bicarbonato di sodio può essere considerato come uno strumento molto utile per risolvere il problema. Diluiscine un po’ nell’acqua e utilizza il composto appena creato per pulire le pareti. Facendo così, le macchie di muffa andranno via con un colpo di spugna.

Candeggina

Questo metodo non è propriamente naturale ma si tratta di uno dei più diffusi. Diluisci della candeggina all’interno di un contenitore con dell’acqua, quindi spruzza il liquido direttamente nella parete annerita. Lascia a riposare per una ventina di minuti almeno, quindi togli tutto con una spugna pulita. Se necessario, ripeti l’operazione.

Come togliere la muffa definitivamente?

Ci sono delle situazioni in cui togliere la muffa in casa può rivelarsi un vero e proprio problema. Se hai già provato i rimedi della nonna e non hanno funzionato (o, comunque, dopo poco tempo il problema si è ripresentato), ti consiglio di valutare altre strade. Invece di spendere centinaia di euro inutilmente in prodotti antimuffa senza ottenere dei risultati duraturi nel tempo, è bene optare per un investimento di tipo diverso.

Se il tuo è un caso disperato, infatti, devi procedere con dei professionisti che eseguiranno un’analisi approfondita della situazione, andando ad identificare immediatamente quale sia la causa scatenante della formazione della muffa. In questo modo, sarà più semplice capire il problema e risolverlo in modo adeguato.

In questi casi, in genere, si procede in questo modo:

  1. Analisi delle murature: il professionista fa uno studio approfondito della situazione, cercando di capire quale sia la composizione della muratura. Il muro della parete in questione verrà forato, in modo da prelevare i campioni da analizzare.
  2. Identificazione della causa: una volta prelevato il campione del muro, viene analizzato il tipo di materiale usato e individuato, di conseguenza, il motivo per cui prolificano le macchie.
  3. Studio del risanamento: al termine delle analisi, viene stilato un piano di risanamento che contiene tutte le istruzioni da seguire per eliminare la muffa da casa una volta per tutte.
  4. Esecuzione: messa in pratica del piano di risanamento

Richiedere l’intervento di un professionista per l’eliminazione della muffa in casa è un’operazione sicuramente più impegnativa a livello economico rispetto a dei semplici rimedi della nonna. Tuttavia, ti consiglio di prenderla in considerazione se non riesci a gestire il problema. Non dimenticare, infatti, che respirare le spore di questi funghi potrebbe compromettere la salute degli abitanti della casa, facendo insorgere asma o riniti allergiche.

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Decluttering armadio: consigli per fare spazio

Oggi ti vorrei parlare del Decluttering dell’armadio, ovvero di quella pratica che dovremmo abituarci a fare abitualmente ma che, un po’ per pigrizia e un po’ per ansia dell’abbandono non facciamo mai.

Io personalmente mi ci sono trovata costretta qualche settimana fa. Eh, già! Erano giorni, infatti, che alla mattina rimanevo per decine di minuti davanti alle ante spalancate del guardaroba senza sapere cosa indossare. E’ così che mi sono decisa una volta per tutte di fare spazio ed eliminare tutte quelle cose che non mi servivano più. O, quanto meno, di sbarazzarmi di tutto ciò che non indosso mai (per qualsiasi motivo).

Eccoti di seguito, quindi, alcuni consigli per fare spazio dentro l’armadio. E per ritrovare tanti abiti che non ti ricordavi nemmeno di avere.

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Tengo – Butto – Regalo

Innanzitutto partiamo con le basi. Il Decluttering si basa su una filosofia molto semplice: le cose a cui tengo e che mi vanno bene le tengo. Quelle irrecuperabili le butto e quelle che non mi servono le regalo a chi ne ha bisogno. Un mood che dovrebbe essere applicato a moltissime situazioni della nostra vita.

Per quel che riguarda l’armadio, il principio è lo stesso. A tal proposito ti consiglio di svuotare un cassetto o un ripiano per volta. Per evitare di far confusione ti consiglio di tenerti comode delle ceste con scritto fuori TengoButtoRegalo. Man mano che ti viene in mano un capo di abbigliamento, provalo e poi scegli cosa farne: in quale cesta metterlo?

Non buttare i capi base

I capi base sono quei capi che ti salvano la vita. Sempre. Sto parlando, ad esempio, della camicia bianca o del tubino nero. Si tratta di classici senza tempo che sono perfetti da indossare sia durante il giorno per andare al lavoro, sia la sera per l’aperitivo con gli amici. Sono dei pezzi che, abbinati ad un accessorio particolare, ti cambiano il look dal giorno alla notte.

Ecco, questi particolari pezzi non dovrebbero essere mai buttati. Anzi, diciamo che sono tra quelli da tenere da conto. Soprattutto perché puoi sfruttarli in moltissime diverse occasioni. A meno che non siano rovinati o scoloriti. Ma quello è un altro discorso.

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Tieni da parte i jeans

I jeans potrebbero rientrare all’interno della categoria dei capi base ma, a mio avviso, meritano un capitolo a parte. Soprattutto considerando la tipologia di materiale e la ciclicità della moda.

Accade molto spesso (a me capita ad ogni cambio di stagione), che i jeans che non vengono indossati si accumulino nello stesso angolo dell’armadio. I motivi possono essere tra i più diversi. Come la necessità di un look più formale per il lavoro. Per non parlare di quando un modello non è più di moda.

La cosa migliore da fare in questi casi è quella di riporre i jeans che non indossi in una scatola di cartone a parte. Non si può mai sapere quando avrai di nuovo bisogno di averli a disposizione tutti i giorni. E, per quel che riguarda la moda, pensa ad esempio al mitico modello a zampa di elefante che andava tanto di moda una decina di anni fa e che sta tornando in voga in questi ultimi mesi.

Custodisci gli accessori

Stesso discorso dei jeans vale anche per gli accessori. E per accessori intendo le cinture, le spille, le pashmine e la bigiotteria varia che utilizzi quotidianamente per rendere unico un outfit.

Ebbene, il mio consiglio è quello di riporre in un box a parte tutti questi oggetti. Se oggi ti possono sembrare inutili o ingombranti, magari domani vorresti indossarli di nuovo. Soprattutto se sono legati a dei ricordi o a degli affetti particolari. Ecco, piuttosto custodiscili con cura in una scatola e rivaluta l’alternativa di sbarazzartene tra qualche tempo.

Liberati dei cloni

Almeno una volta nella vita ti sarà capitato di ritrovarti nell’armadio dei cloni, che in realtà sono vestiti uguali che differiscono l’uno dall’altro per la tonalità di colore e o per la fantasia. Perché, magari, quando li hai comprati ti piaceva tanto il modello che volevi averlo in più varianti di colore ma alla fine hai indossato sempre lo stesso.

Ebbene, se sei immersa nella tua fase di decluttering dell’armadio e ti capitano in mano due vestiti identici, prima di prendere qualsiasi decisione, pensa a quale usi sempre ed elimina l’altro. Inutile occupare spazio con cose che non si indossano mai. Anche perché, siamo sincere, quante volte ci siamo dimenticate dei cloni nel nostro armadio?

Elimina gli abiti mai indossati

Altro capitolo piuttosto spinoso. Se sei un amante dello shopping ti sarà capitato sicuramente di ritrovarti nell’armadio qualche maglia o qualche vestito che ha ancora il cartellino attaccato. Ebbene, in fase di ordine è giusto prendersi il tempo giusto anche per questi capi acquistati e dimenticati.

Il mio consiglio, in questi casi, è quello di pensare a situazioni che possono accaderti a breve. Come, ad esempio, la partecipazione ad un matrimonio per quell’abito da cerimonia. O un colloquio di lavoro dove indossare quel bellissimo tubino. Se non ne trovate di possibili per sfruttare gli abiti mai messi nell’arco del prossimo anno, metteteli da parte per eliminarli.

Non farti prendere dall’emotività

Uno degli errori più grandi che si possono fare al momento della riorganizzazione dell’armadio è quella di farsi prendere dall’emotività. altrimenti rischierai di tenere moltissimi capi che non indosserai mai più nella tua vita.

So quanto possa diventare importante quel maglione che ti ha regalato la nonna qualche anno fa. Ma se, ormai, è infeltrito e pieno di buchi, forse è meglio pensare a cestinarlo. Stesso discorso vale per quelle scarpe da ginnastica che tanto hai amato ma che, purtroppo, con la suola scollata sono impossibili da indossare di nuovo.

Elimina tutto ciò che è troppo stretto

Altro argomento piuttosto complesso. Siamo d’accordo che tutti noi vorremmo rientrare in quel bellissimo paio di jeans che ci andava bene quando avevamo vent’anni. Ma, siamo sinceri, con il trascorrere degli anni diventa sempre più facile aggiungere peso all’altezza delle maniglie dell’amore. E, nonostante la ginnastica in casa per dimagrire, tornare alle forme longilinee di gioventù potrebbe essere una vera e propria impresa.

A meno che tu non abbia appena partorito e, quindi, hai bisogno di un po’ di tempo prima di riprendere la tua forma fisica pre-parto, elimina tutto ciò che è troppo stretto. Con questo non mi riferisco a quei pantaloni che sono solo di una taglia in meno rispetto alla tua attuale. Ma, piuttosto, a quelle t-shirt con la pancia fuori o a quei maglioni che indossavi quando pesavi 10 chili in meno rispetto ad ora. O, in alternativa, a quelli in cui adesso ci stai nuotando dentro.

Sbarazzati degli abiti che non usi più

Una buona prassi quando si fa il decluttering dell’armadio è quella di sbarazzarsi dei capi che abbiamo deciso di cestinare. In questo caso le opzioni sono due: la prima è quella di mettere in vendita gli abiti usati online. Esistono moltissime app che ti consentono di fare spazio nelle cassettiere guadagnando qualche soldino. Che male proprio non fa. Eccone alcune che possono aiutarti nell’impresa:

  • Vinted
  • Depop
  • Subito.it
  • Facebook Marketplace

In alternativa, ti consiglio di mettere tutto dentro ad un sacco e portarli a qualche associazione che si occupa di beneficienza e che li darà a chi ne ha più bisogno.

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Pulire ferro da stiro con i rimedi della nonna

Pulire il ferro da stiro è una pratica che dovremmo seguire periodicamente. Ma che, molto spesso, un po’ per pigrizia e un po’ per mancanza di tempo, continuiamo a rimandare. Eppure, se manteniamo questo piccolo elettrodomestico sempre lindo, stirare risulterà molto più semplice. E, soprattutto, avremo più possibilità che duri più a lungo.

I peggiori nemici di questo aiuto in casa sono lo sporco e il calcare. Entrambi questi elementi, infatti, si annidano al suo interno danneggiando sia la piastra che le parti posizionate dentro all’elettrodomestico. Come fare, quindi, per riportare il ferro da stiro al suo splendore iniziale? Ecco i rimedi della nonna da usare caso per caso.

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Pulire il ferro da stiro dal calcare

In commercio esistono molti prodotti che ti possono aiutare a pulire il ferro da stiro dal calcare. Quelli che andremo a scoprire di seguito, invece, sono i rimedi della nonna che ti permettono di far brillare di nuovo il tuo piccolo elettrodomestico con le cose che hai già, sicuramente, in casa.

Acqua distillata

L’acqua distillata è un piccolo trucco che serve per prevenire la formazione del calcare all’interno del ferro d stiro. Questo liquido, infatti, rispetto all’acqua del rubinetto ti permetterà di proteggere la piastra dalla formazione di quelle fastidiosissime scaglie bianche. Ma eviterà anche la formazione di incrostazioni anche nella caldaia e nel serbatoio.

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Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è un ottimo alleato durante le faccende domestiche. E, se non lo sapevi, è indicato anche per pulire il ferro da stiro. Ti basterà scioglierne un paio di cucchiai all’interno di una tazza colma di acqua bollente. A questo punto versa il liquido all’interno dell’elettrodomestico e aspetta che quest’ultimo di scaldi. Meglio ancora se riesci a far uscire un nel po’ di vapore.

In questo modo, eventuali cumuli di calcare scompariranno nell’arco di pochi secondi. Non solo. Questo intruglio ti permetterà anche di eliminare eventuali residui di sporco che si rintanano all’interno della piastra. Et, voilà! In un attimo avrai evitato anche la formazione di cattivi odori ogni volta che devi stirare.

Aceto di vino bianco

Altro rimedio naturale a dir poco miracoloso per pulire il ferro da stiro dal calcare è l’aceto di vino bianco. Molto spesso questo condimento lo troviamo in cucina e ci aiuta a dare quel tocco in più ai piatti. Ma forse non sai che è anche il sistema numero 1 per eliminare il calcare. Soprattutto se mescolato con un po’ di acqua calda.

Imbevi la spugnetta con aceto di vino e acqua e passala nella piastra fredda. Lascia agire per qualche minuto, quindi togli eventuali tracce di residuo strofinando. Una volta terminato, procedi asciugando il tutto con un panno pulito da cucina. Bastano pochi minuti per far tornare l’apparecchio splendente come appena comprato.

Pulire il ferro da stiro dalle bruciature

La bruciatura con il ferro da stiro può capitare. Anche nelle migliori famiglie. Vuoi per un attimo di disattenzione o perché avevi la testa tra le nuvole, è un’eventualità a cui chiunque di noi incorre almeno una volta nella vita. E, vabbè. Succede. Non fartene un cruccio e cerca di capire come pulire questo elettrodomestico per evitare che danneggi anche tutti gli altri vestiti.

Aceto di vino

Perfetto contro il calcare, l’aceto di vino è un ottimo rimedio per pulire l’apparecchio anche dalle bruciature. Un intruglio che ho trovato particolarmente miracoloso è formato da una miscela di una tazza di acqua calda, una manciata di sale grosso e un cucchiaio di aceto di vino. Cospargi la miscela ottenuta sopra a tutta la superficie della piastra, facendoti aiutare da una spugna morbida.

A tal proposito, ti consiglio di evitare l’utilizzo di spugne abrasive, pagliette in ferro o spugne con metà parte gialla e metà verde. Queste, infatti, rischiano di graffiare irrimediabilmente la piastra. E, diciamocela tutta, sarebbe un peccato rovinarla per cercare di pulirla, no?!

Limone e sale

Un’altra accoppiata vincente utile a togliere le bruciature è composta da succo di limone e una manciata di sale grosso. Mescola questi due ingredienti ad un po’ di acqua calda, quindi, cospargi sulla superficie interessata e lascia agire per una decina di minuti. Trascorso il tempo indicato, ti basterà rimuovere l’intruglio con una spugnetta e asciugare con un panno pulito.

Cera delle candele

Uno dei classici rimedi della nonna utile a pulire il ferro da stiro dalle bruciature prevede l’utilizzo della cera per le candele. Questo procedimento è l’unico (rispetto agli altri citati) che richiede che l’apparecchio sia caldo. Pertanto ti ricordiamo di seguirlo facendo la massima attenzione onde evitare incidenti.

Una volta che la piastra è calda, dovrai sfregare con una candela nella parte interessata, finché non inizia a sciogliersi. A questo punto, potrai iniziare a togliere la cera ammorbidita con l’aiuto di un panno pulito. Vedrai che già dalla prima passata verranno via entrambi, sia la cera che la bruciatura. Basta un po’ di pazienza, ma il risultato è davvero sorprendente.

Dentifricio

Anche il dentifricio, specie se in pasta, è perfetto per la pulizia di questo piccolo elettrodomestico. Ti basterà applicarlo direttamente nella superficie interessata e lasciare agire per qualche minuto. Quindi con l’aiuto di una spugna morbida, inizia a togliere lo sporco dalla superficie. Hai bisogno solo di qualche minuto per far tornare l’acciaio splendente come una volta. Prima di terminare, ri consiglio di far uscire del vapore dai fori, in modo da assicurarti che dei residui non siano entrati senza che tu te ne accorgessi.

Detersivo per i piatti

Ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, riguarda l’utilizzo del classico detersivo per i piatti. Molto utile per le bruciature che hanno lasciato residui oleosi sulla superficie della piastra. In questo caso ti consiglio di scioglierne qualche goccia in un po’ di acqua calda e di farne aiutare con una spugna morbida. Vedrai che risultato.

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Come pulire il tappeto a pelo lungo

Non sai come pulire il tappeto a pelo lungo? Benvenuta nel club. Credo non ci sia niente di peggio che entrare dalla porta di casa e trovarsi di fronte questo complemento d’arredo che quando hai comprato dava un aspetto molto confortevole. E invece adesso ha l’aspetto del mocio per lavare per terra.

Purtroppo, questo accessorio è tanto bello quanto delicato. E se in casa hai pure bambini e animali che girano, riuscire a mantenerlo sempre in ordine è un vero e proprio problema. Ma tant’è, che se sta così bene dentro la stanza dove lo hai messo, non ti rimane che occuparti del suo mantenimento regolarmente, onde evitare che si rovini. Ma come fare?

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Lavaggio a secco

Il primo step da fare è quello del lavaggio a secco. Ti consiglio di iniziare la pulizia spazzando il tappeto con una scopa di saggina: in questo modo riuscirai a togliere tutta la polvere. Se riesci a scuoterlo con l’aiuto di un battipanni, anche meglio. Soprattutto se lo stai tenendo appeso in verticale in balcone (o, comunque, all’aria aperta).

Riponilo per terra e cospargilo con del bicarbonato di sodio, che lo aiuterà a dare nuovo tono ai colori. Tieni il tutto in posa per qualche ora. Togli ora la polvere bianca con una spazzola morbida e con il battipanni se necessario. Evita l’aspirapolvere, che potrebbe risucchiare il pelo e rovinare il tappeto.

Lavaggio con ammoniaca e acqua

Inizia a pulire il tappeto a pelo lungo togliendo la polvere con la scopa di saggina. Immergilo poi in un grande catino (o nella vasca da bagno) e tienilo a riposare per qualche ora insieme ad acqua, sapone delicato e ammoniaca. Risciacqua con il braccio della doccia per togliere eventuali tracce di detersivo, quindi metti ad asciugare appeso in verticale all’aria aperta. Evita il contatto diretto con il sole.

Lavaggio con aceto

Nel caso in cui il tappeto abbia un aspetto piuttosto sfibrato e puzza (magari a causa della pipì di cane o gatto), allora, ti consiglio di versare all’interno di un contenitore spray dell’aceto diluito con un po’ di acqua. Nebulizza il tutto finché lo sporco non sarà fuoriuscito del tutto. Una volta terminato il procedimento, passa con una spugna su tutta la superficie, in modo da raccogliere quanto più liquido possibile. E metti metti a stendere all’aria aperta (ma non ai raggi diretti del sole).

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Lavaggio con un detergente

Un altro sistema efficace per pulire un tappeto a pelo lungo é quello di farsi aiutare da un detergente apposito. Questo prodotto non deve essere alcalino e privo di enzimi biologici. Dopo averlo steso nella vasca, bagnalo prima con l’acqua per ammorbidire lo sporco, quindi lavarlo con il detergente e sciacquarlo. Prima di procedere con il lavaggio completo, ti consiglio di testare il prodotto su un piccolo angolo del tappeto. In questo modo, se dovesse essere troppo aggressivo per il materiale, non avrai rischiato di rovinarlo completamente.

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Detersivo pavimenti naturale: le ricette fai da te

Sei alla ricerca di un detersivo per pavimenti naturale? Non hai voglia di spendere un sacco di soldi per acquistare prodotti chimici al supermercato che non danno mai i risultati sperati? Vorresti qualcosa che andasse bene per tutte le stanze della casa? Allora sei capitato nel posto giusto.

Quelle che andiamo a scoprire di seguito sono le ricette fai da te e low cost per la realizzazione di detergenti per la pulizia della casa. Una diversa per ogni tipo di materiale. Ma scopriamo di seguito come realizzarle.

LEGGI ANCHE: Pulire la lavatrice a costo zero

Detersivo pavimenti naturale per parquet

Il parquet è un bellissimo materiale che fornisce un aspetto molto caldo all’ambiente. Tuttavia, essendo realizzato in legno, bisogna fare molta attenzione a ciò che si usa per lavarlo, altrimenti si rischia di rovinare i listoni. Mescola bene gli ingredienti riportati qui sotto in una bacinella capiente e pulisci con l’aiuto di un panno in microfibra.

  • acqua, 2 litri;
  • bicarbonato di sodio, 2 cucchiai;
  • sapone di Marsiglia in scaglie, 1 cucchiaio

Pavimento in marmo, pietra o granito

Vediamo ora come fare per realizzare un detersivo per pavimenti naturale da utilizzare su marmo, pietra o granito. In questi casi è utile aggiungere alla nostra ricetta un po’ di alcol denaturato (quello rosa, per intenderci). Per l’occasione, usa quindi:

  • acqua, 2 litri;
  • bicarbonato di sodio, 2 cucchiai;
  • alcol denaturato, 5 cucchiai;
  • sapone di Marsiglia in scaglie, 1 cucchiaio

Pavimento in ceramica, cemento o gres

Per ottenere un ottimo risultato con prodotti del tutto naturali su ceramica, cemento e grés, ti consiglio di utilizzare anche dell’aceto. Grazie ad esso, infatti, avrai la possibilità di disinfettare per bene la superficie del locale e di togliere eventuali tracce di sporco o grasso. Et voilà, gli ingredienti per il tuo detersivo pavimenti naturale:

  • acqua, 2 litri;
  • alcol denaturato, 4 cucchiai;
  • sapone di Marsiglia, 1 cucchiaio;
  • aceto, 2 cucchiai

Pavimento in laminato

Il laminato è un tipo di rivestimento per pavimenti che viene utilizzato sempre più spesso nelle abitazioni. Facile da tenere pulito e altrettanto da lavare, è perfetto soprattutto se non hai molto tempo a disposizione per passare il mocio in casa. Ecco come ottenere un risultato perfetto in una manciata di minuti:

  • acqua calda, 2 litri;
  • sapone di Marsiglia, 1 cucchiaio;
  • bicarbonato, 1 cucchiaio

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Lavare le scarpe in lavatrice: ecco come fare

Lavare le scarpe da ginnastica in lavatrice è una di quelle cose che bisognerebbe fare con una certa frequenza. Soprattutto in estate. In special modo se sei una mamma e le indossi tutto il giorno per correre dietro al pupo che corre a destra e a sinistra tutto il giorno.

Ma come fare per non rovinarle? E’ meglio pulirle a mano oppure in lavatrice? A dire il vero non esiste una risposta che vada bene per tutti i modelli. E’ proprio per questo che oggi ti propongono un piccolo vademecum per far tornare le scarpe come nuove.

Leggi l’etichetta

L’etichetta è una prerogativa dei vestiti. Eppure, forse non lo sai, si trova spesso anche nelle calzature. All’interno, generalmente, sono riportate anche le indicazioni per la pulizia. Ricordati che quelle realizzate con tessuti delicati sarebbe meglio trattarle a mano. Ed evitare proprio la lavatrice. Prima di metterti all’opera, ti consiglio di controllare anche l’eventuale indicazione della temperatura.

LEGGI ANCHE: Come sbiancare il bucato

Rimuovi cinghie, lacci e solette

Rimuovi cinghie, lacci e solette (o eventuali accessori rimovibili) prima di metterti a lavare le scarpe da ginnastica. Altrimenti rischi che si stacchino durante il lavaggio. O si rovinino in modo irreparabile.

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Prelavaggio a mano

Se le tue scarpe sono ricoperte da un bello strato di sporco o di unto, ti consiglio di realizzare un prelavaggio a mano. Magari sotto un getto di acqua tiepida corrente. In questo modo riuscirai ad eliminare il più grosso. Soprattutto se si tratta di pezzi di fango, tracce di erba o residui di cibo.

Utilizza sapone neutro

Per evitare eventuali perdite di colore, ti consiglio di utilizzare un sapone neutro. Il migliore in questi casi è il sapone di Marsiglia. Particolarmente indicato soprattutto se preferisci lavare le tue scarpe da ginnastica a mano, dentro un catino di acqua tiepida.

Come lavare le scarpe da ginnastica in lavatrice

Il primo accorgimento utile è quello di riporre le scarpe da ginnastica dentro ad un sacchetto apposito per la biancheria. Se non ne hai uno, va bene usare una federa dei cuscini. In questo modo durante il lavaggio proteggerai il tessuto delle calzature. E sentirai meno rumore.

La temperatura deve essere impostata a massimo 30 gradi. Il detersivo deve essere quello adatto per i tessuti delicati. In alternativa, puoi pure utilizzare un sapone neutro o del sapone di Marsiglia grattato a scaglie.

Come farle asciugare

Al temine della centrifuga, infine, è buona norma posizionare le sneakers all’ombra, meglio se in una zona ben arieggiata. Da evitare un luogo sotto il sole, altrimenti i colori potrebbero rovinarsi. Anche l’asciugatrice non è indicata in questi casi, perché le alte temperature potrebbero rovinare i tessuti o le suole in gomma.

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Pulire la lavatrice a costo zero: ecco come fare

Pulire la lavatrice fa parte di quelle cose che bisognerebbe fare con una certa periodicità. all’interno di questo elettrodomestico, infatti, riesce ad annidarsi un bel po’ di sporco. Ma anche residui di detersivi e muffe. Questi cumuli di unto, se non trattati a dovere, possono aumentare nel corso del tempo. E trasferirsi nel bucato durante il lavaggio. Ma anche “sforzare” l’apparecchio più del dovuto, al punto da farle consumare più energia durante il lavaggio.

Ecco, non dico che sia necessario mettercisi tutte le settimane. Anche perché, non so te, ma con il tram tram quotidiano di figlia, casa e lavoro proprio mi dimentico. Ma riuscire almeno una volta al mese sarebbe una gran cosa. Anche perché, così, lo sporco non fa in tempo a creare dei grumi poi difficili da togliere.

LEGGI ANCHE: Come pulire il tappeto a pelo lungo?

Perché scegliere i rimedi naturali?

In commercio è possibile trovare moltissimi prodotti per pulire la lavatrice. Eppure, io faccio parte di quella categoria di persone che preferiscono utilizzare i rimedi naturali. Quelli della nonna, per intenderci. Innanzitutto perché sono più facili da reperire. E poi perché, nella maggior parte dei casi, li ho già a casa.

Un altro motivo per cui preferisco i prodotti naturali è il prezzo. Molto spesso, infatti, da essi riesco ad ottenere lo stesso risultato spendendo un decimo rispetto a polveri o capsule varie che si trovano al supermercato.

LEGGI ANCHE: Come sbiancare il bucato in modo naturale

Come pulire l’oblò

L’oblò della lavatrice è quella parte dell’elettrodomestico da cui è possibile vedere immediatamente le condizioni di pulito o sporcizia dell’apparecchio. Togliere l’unto da questo punto è più semplice del previsto. Io, generalmente, all’interno di un contenitore spray vuoto verso un po’ di sapone di Marsiglia, un cucchiaino di bicarbonato e mezzo bicchiere di aceto bianco. E poi riempio il tutto con acqua e agito bene in modo da mescolare bene tutti gli ingredienti.

Spruzza questo intruglio direttamente sull’oblò e sulle pareti esterne dell’elettrodomestico. Lascia riposare per un minuto, quindi rimuovi eventuali residui con una spugna morbida e precedentemente umidificata.

Come pulire il cestello interno

Il cestello interno fa parte delle operazioni di pulizia della lavatrice da compiere almeno una volta al mese. La soluzione migliore da fare in questi casi sarebbe quella di fare un lavaggio a vuoto mettendo nella vaschetta (quella del detersivo, per intenderci) un bicchiere di aceto di vino bianco o di mele. Avvia l’apparecchio a temperatura alta, meglio se a 90 gradi. In questo modo eventuali germi e batteri che si sono annidati all’interno della struttura verranno spazzati via.

Se vedi che lo sporco è tanto, ti consiglio di versare un paio di bicchieri di aceto anche dentro al cestello. Meglio se abbinati ad un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Ricordati che, per ottenere un risultato ottimale, è meglio seguire questa procedura fanno fare alla lavatrice un lavaggio a vuoto. Senza panni all’interno, quindi.

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Come lavare la guarnizione

La guarnizione è probabilmente una delle parti più delicate dell’elettrodomestico. Quando devi pulire la lavatrice, devi fare particolare attenzione a questa parte in cui si accumula moltissimo sporco e rimane acqua stagnante. Il risultato è la prolificazione di germi e di cattivi odori.

Per lavare la guarnizione della lavatrice ti consiglio di realizzare un composto cremoso a base di bicarbonato di sodio (bastano tre cucchiai), qualche goccia di succo di limone e qualche goccia di aceto bianco. Mescola per bene questi ingredienti e, una volta creata una soluzione densa e pastosa, stendila nella guarnizione. Poi con l’aiuto di una spugnetta passa tutte le parti della gomma. Risciacqua, infine, con abbondante acqua.

Come disinfettare il filtro

Quando decidi di cimentarti nel pulire la lavatrice, ti consiglio di non dimenticarti il filtro. Questa operazione può essere svolta una volta all’anno e ti richiede un po’ di preparazione. Innanzitutto è bene ricordarsi di chiudere l’acqua, altrimenti potresti rischiare di allagare tutto l’appartamento. O quello del vicino di sotto.

Prendi poi una piccola bacinella dove raccogliere acqua sporca e vari residui di sporcizia. Spegni la lavatrice e togli il filtro. Puliscilo dentro il lavandino con acqua, aceto bianco e bicarbonato. Aiutati con uno spazzolino per arrivare negli angoli più difficili.

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Come sbiancare il bucato

Come sbiancare il bucato? Se ti stai facendo questa domanda è perché, quasi sicuramente, dopo aver fatto la lavatrice, ti sarai sicuramente accorta che la tua camicia in lino non è venuta proprio come volevi tu. E anche la t-shirt di cotone che ti piace tanto ha preso un colore grigio chiaro che proprio non ti va. Per poi non parlare delle macchia di sudore che, magari, sono rimaste ancora lì.

Ti capisco. E’ una cosa che non sopporto nemmeno io. Soprattutto quando arriva la bella stagione e io sono lì pronta a sfoggiare i miei abiti bianchi che contrastano bene l’abbronzatura e invece niente. Mi ritrovo nei cassetti dei vestiti con questo colore che sembra sia sporco, anche se in realtà non lo è.

Eh, vabbè. Armiamoci quindi di tanta pazienza e olio di gomito e facciamo tornare candidi i nostri capi preferiti. Ma come? Personalmente preferisco evitare prodotti chimici che danneggiano i tessuti (sia come colori, sia in termini di fibre). E quindi, et voilà! Eccoti 3 rimedi naturali per sbiancare il bucato in poche e semplici mosse.

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Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è un prodotto che hai sicuramente a casa. Molte volte ci può tornare d’aiuto grazie alle sue capacità di disinfettare cibi e superfici. Ma questa volta ti consiglio di usarlo per sbiancare il bucato. Non solo, grazie alla sua azione antibatterica, riuscirai anche a togliere dai vestiti i cattivi odori.

CONSIGLIO: per ottenere un buon risultato, ti consiglio di mettere in ammollo i capi per qualche minuto in una bacinella con acqua a temperatura ambiente e un paio di cucchiai di bicarbonato. Poi strizza e passa il tutto in lavatrice come se fosse un lavaggio normale.

LEGGI ANCHE: Come lavare i peluche: in lavatrice o a mano?

Aceto e limone

La combo di aceto e limone è molto utilizzata in casa per la pulizia e la sanificazione dei vestiti. Ma anche delle superfici della cucina. Se usata, invece, per sbiancare il bucato, potrai accorgerti che torna molto utile. Soprattutto per togliere gli aloni e per togliere l’odore acre del sudore.

CONSIGLIO: aggiungi un po’ di aceto e un cucchiaio di succo di limone anche in lavatrice durante il lavaggio. I vestiti torneranno a splendere di un bianco ancora più luminoso di prima.

Perborato di sodio

Il percarbonato di sodio, o perborato, è un prodotto che usavano le nostre nonne per lavare gli indumenti. Ma forse non sai che è anche l’unico rimedio per togliere dai vestiti gli aloni di sudore e le macchie di unto e sporco, senza compromettere le fibre dei tessuti. Io, personalmente, l’ho trovato l’unico strumento utile per far tornare intonse le magliette di lavoro del mio compagno. E lui lavorava prima in una pasticceria e poi in una gastronomia (quindi immagina le condizioni con cui tornava la roba a casa).

CONSIGLIO: metti in ammollo i panni sporchi in una bacinella colma di acqua a temperatura ambiente e un cucchiaio di percarbonato di sodio. Se ci sono tante macchie di unto, puoi aggiungere alla miscela anche del comune detersivo per i piatti. Tieni lì il tutto per un’oretta, quindi strizza un po’ e poi metti in lavatrice a 90 gradi. Se vedi che lo sporco è ostinato, aggiungi un altro cucchiaio di percarbonato durante il lavaggio. Vedrai che risultati.

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Pulire il forno con 5 rimedi naturali

Pulire il forno fa parte di quelle cose che personalmente detesto. Amo cucinare, ma tante volte se penso che poi devo infilarmi in quello spazio angusto per riuscire a tirare via tutto lo sporco che si riversa sulle pareti dell’elettrodomestico, mi passa quasi la voglia. Ma, d’altronde, c’è da dire che poco dopo mi viene fame e, quindi, niente. I miei propositi sul mantenere la cucina pulita vanno a quel paese.

Fare le pulizie, però, quello rimane un’incredibile scocciatura. Ma è pur vero, comunque, che se hai il prodotto giusto, questa incombenza risulta meno pesante. Eccoti, quindi, i 5 rimedi naturali facili da preparare ed economici. Certo, magari un po’ di olio di gomito devi mettercelo comunque, ma almeno non ti devi spaccare la schiena.

Aceto di vino

L’aceto di vino bianco è un ottimo rimedio naturale per pulire e disinfettare le superfici di casa. Personalmente, l’odore non mi fa impazzire, ma devo dire che, se usato per pulire il forno, aiuta ad eliminare gli odori forti che fuoriescono dall’elettrodomestico. Soprattutto se ti sei dimenticata qualcosa dentro e si è bruciata. Per la quantità vado a occhio ma, comunque, tendo a diluirlo sempre con un po’ di acqua.

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Bicarbonato e sale

La combo formata da bicarbonato di sodio e sale è perfetta per pulire il forno sia dallo sporco presente in superficie, che dal grasso che non vuole proprio andare via. Io, generalmente, sciolgo in un po’ di acqua calda il bicarbonato e qualche granello di sale grosso, quindi mescolo per bene fino ad ottenere una crema bianca abbastanza densa. Con una spugnetta, poi, la stendo nella superficie da trattare e inizio a realizzare dei piccoli cerchi finché l’unto non sarà scomparso.

Limone

Il limone è un rimedio perfetto per pulire il forno in modo naturale. Io uso questo sistema, generalmente, quando mi dimentico questi agrumi in fondo al cesto della frutta e li trovo un po’ rinsecchiti e smunti. E, visto che mi da fastidio buttare le cose, li riciclo in questo modo. Basta tagliarli a metà e strofinarli direttamente sulla parete interessata. Lascia agire per un paio di minuti e poi togli lo sporco. Da notare: questo sistema va bene per l’unto recente; se hai qualcosa di incrostato, meglio optare per le altre soluzioni.

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Coca Cola

Ok, magari la Coca Cola non fa parte dei rimedi più economici per la pulizia del forno. O, meglio, delle leccarde del forno. Ma, quanto meno, ti può risparmiare di usare prodotti chimici e detersivi. Che, insomma, male proprio non fa. Ti basterà versarne abbastanza sulla teglia da coprire le incrostazioni di sporco, quindi accendi il forno e aspetta finché vedi che la bibita non inizia ad evaporare. A questo punto spegni il forno e, non appena il liquido non sarà più bollente, armati di spugnetta. Vedrai come viene via tutto in poco tempo e con il minimo sforzo.

Prodotti naturali

Se le hai provate tutte ma non hai ottenuto i risultati sperati, puoi sempre optare per dei prodotti specifici. In commercio ne esistono centinaia di tipi diversi. Io, personalmente, preferisco consigliarti qualcosa di biodegradabile ed ecologico. Non dimenticare, infatti, che si tratta pure sempre di un elettrodomestico che serve per cucinare. Vorrai mica che odori di detersivo o particelle chimiche poi finiscano su quello che mangi tu o i tuoi bambini, vero?

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