Famiglia

Linguaggio dei segni riconosciuto in Italia come un diritto

Il linguaggio dei segni è stato finalmente riconosciuto anche in Italia come un diritto. Ecco cosa cambia nella vita di tutti i giorni

L’Italia ha finalmente riconosciuto il linguaggio dei segni come un diritto. Si tratta di un enorme traguardo ottenuto dall’Ente Nazionale Sordi, che nel corso degli ultimi anni si è battuto così tanto per questa causa.

Una svolta come questa rappresenta in realtà un gigantesco passo in avanti nei confronti di obiettivi comuni come l’inclusione di persone con disabilità. Ma si traduce anche come un traguardo di grande civiltà di cui il nostro paese era privo.

La norma

L’articolo 34-ter presente all’interno del Decreto Sostegni, approvato il lo scorso 19 maggio alla Camera, ha annunciato l’ufficialità del linguaggio dei segni venga dallo Stato Italiano.

Il nostro paese ha raggiunto questo obiettivo con un ritardo di ben 10 anni rispetto a quanto sancito nella Convenzione delle Nazioni Unite, la quale ne ha sempre promosso l’accesso e la diffusione.

Secondo quanto riportato nell’articolo, viene conferita legittimità all’interprete del linguaggio dei segni. Questa figura diventa a tutti gli effetti un professionista specializzato nella traduzione e nell’interpretazione della Lis. Il medesimo riconoscimento è andato anche anche alla versione tattile della lingua dei segni (List).

L’attesa dei decreti attuativi

Ciò che è stato sancito nel Decreto Sostegni, tuttavia, è solo il primo passo di un lungo percorso. Per vedere attuarsi dei cambiamenti nella pratica e nella vita di tutti i giorni, infatti, sarà necessario attendere i decreti attuativi.

Nel prossimo decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri, dovrebbe essere presente una miglior definizione del percorso necessario per accedere alla professione di interprete per Lis e List.

La professione di interprete oggi

Le modifiche riportate all’interno del Decreto Sostegni hanno dato di certo una svolta alla professione di interprete del linguaggio dei segni.

Francesca Malaspina, presidente dell’associazione degli interpreti di lingua dei segni italiana, ha commentato questo traguardo dicendo: “Era ora. Finalmente si potrà portare all’università il corso per interprete della lingua dei segni equiparandolo a quello per interprete vocale. Fino ad oggi, la formazione è stata affidata ad enti privati, alcuni qualificati altri più discutibili, che non devono rispettare standard minimi e ai candidati in alcuni casi non richiedono neanche il diploma di scuola media. Mi auguro che con il nuovo decreto è il servizio della lingua dei segni venga messo a disposizione in tutti gli organismi pubblici

Il diritto a scegliere come comunicare

Riconoscere ufficialmente il linguaggio dei segni significa nella pratica permettere alle persone sorde di scegliere quale sia il modo che preferiscono per comunicare. Un enorme passo avanti. Soprattutto se andiamo a prendere in considerazione tutte le innumerevoli limitazioni che hanno avuto fino ad oggi.

Secondo quanto riportato da un’indagine Istat del 2015, ben 8,6 milioni di italiani (di età superiore ai 15 anni) che hanno moderate limitazioni all’udito. Due milioni, invece, sono affetti da limitazioni gravi. Solo 45.000 quelle che percepiscono un’indennità perché sordomute. Ufficializzare Lis e List, quindi, può migliorare la vita di molti.

In attesa di altre misure

C’è da considerare, tuttavia, che molte persone sorse o affette da problemi uditivi non utilizza al momento la Lis.

Renato Di Carlo, portavoce dell’associazione nazionale Sordi ha dichiarato: “Ci sono altre misure urgenti da chiedere al Governo e al Parlamento: l’inclusione delle batterie per impianti e protesi nel nomenclatore tariffario dei dispositivi erogabili dal Servizio sanitario nazionale e la sottotitolazione di qualità per tutti i programmi televisivi.

Foto di cottonbro da Pexels

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Ultimo aggiornamento 2021-06-18 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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